sabato 3 ottobre 2015

Domenica XXVII

Alla luce della fede il matrimonio sacramento rende visibile il rapporto nuziale, di amicizia tra Cristo e la Chiesa
Oggi inizia il Sinodo ordinario sull’evangelizzazione del matrimonio e della famiglia. E il Vangelo ci fa sentire le parole di Gesù sul matrimonio. A chi gli domandava se fosse lecito al marito ripudiare la propria moglie, come prevedeva un precetto della legge mosaica (Dt 24,1), Egli rispose che quella era una concessionefatta da Mosè a motivo della “durezza di cuore”, quando “Dio – come sta scritto nel Libro della Genesi – li creò maschio e femmina; per questo l’uomo
lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola” (Mc 10, 6-7; Gn 1,27; 2,24). E’ questo il progetto originario di Dio, come ha ricordato il Concilio Vaticano II nella Costituzione Gaudium et spes: “L’intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto…coniugale…Dio stesso è l’autore del matrimonio” (n. 48). Il rapporto tra Cristo risorto e la Chiesa, entro il quale i due sposi credenti esprimono davanti alla comunità cristiana il loro consenso, non è un modello esteriore da imitare, solo una legge da obbedire. E’ il fondamento del matrimonio che nasce. Io, sposo, non potrei mai fondare il “per sempre”, l’indissolubilità, sulle sabbie mobili della mia volontà. E come posso fidarmi in maniera definitiva che mia moglie mi sarà fedele sempre? Cosa succede nel consenso reciproco espresso all’interno dell’atto eucaristico? Che io sono gioiosamente consapevole del per sempre e decido non sulla base della mia fragile volontà, ma radicandomi nel rapporto tra Cristo e la Chiesa che ravvivo ogni girono con la preghiera insieme. E’ questo atto di fede che, attraverso il sacramento, fonda il matrimonio cristiano.
E in questo momento il pensiero va a tutti gli sposi cristiani per il dono del Sacramento del matrimonio, pregando perché si mantengano fedeli alla loro vocazione in ogni stagione di vita, “nella gioia e nel dolore, nella salute e nellamalattia”, come erano gioiosamente consapevoli nella celebrazione del rito. Consapevoli della grazia ricevuta, possano i coniugi cristiani, pieni di fede, costruire una famiglia aperta alla vita, capace di educare e preparata ad affrontare unita lemolte e complesse sfide di questo nostro tempo. Soprattutto per i nostri giovani c’è bisogno di famiglie che non si lascino travolgere da moderne correnti culturali e siano pronte a compiere con generosa dedizione la loro missione nella Chiesa e nella società, attente anche all’aiuto, alla comprensione di matrimoni feriti e di famiglie disgregate. Il giudizio va dato sul contenuto sbagliato, mai sulle persone che hanno sbagliato
Anche i genitori sono chiamati ad essere testimoni di Cristo “fino agli estremi confini della terra”, veri e propri “missionari” dell’amore e della vita. Questa missione è diretta sia all’interno della famiglia – specialmente nel servizio reciproco e nell’educazione die figli -, sia all’esterno: la comunità domestica, infatti, è chiamata ad essere segno dell’amore di Dio verso tutti. E’ missione, questa, che la famiglia cristiana può portare a compimento solo se sorretta dalla grazia divina. Per questo è necessario pregare senza stancarsi mai e perseverare nel quotidiano di piccoli gesti di attenzione e di affetto. Su tutte le famiglie, specialmente quelle in difficoltà, invoco sempre la materna protezione della Madonna e del suo sposo Giuseppe. Oh il Rosario insieme, in famiglia soprattutto in questo mese di ottobre. Regina della famiglia, prega per tutte le famiglie qui presenti, soprattutto per quelle in difficoltà.

Nessun commento:

Posta un commento