sabato 30 maggio 2015

Rosario 31 maggio

Rosario 31 maggio dalle 15 alle 16 in via Scuderlando 56/A  - Castel d’Azzano
Ci stiamo preparando all’apparizione di Maria,Madre del lungo cammino e lo facciamo con il Rosaro contemplando i misteri della gioia. Per renderci conto di lei che appare dobbiamo rifarci a quello che accadde a Nazareth, lontano dagli sguardi del mondo. E’ stato un atto singolare di Dio, un potente intervento nella storia attraverso il quale un bambino fu concepito non da seme maschile, ma per opera dello Spirito santo come nuova creazione. Il Figlio di Dio che assume un volto umano per portare la salvezza al mondo intero, a tutta l’umanità nel suo insieme, a noi che stiamo pregando, a me qui convenuti anche per chiedere delle grazie. Il prodigio dell’Incarnazione avvenuto in Maria continua a sfidarci ad aprire la nostra intelligenza alle illimitate possibilità del potere trasformante di Dio, del suo amore per noi, per me, del suo desiderio di essere in comunione con noi, soprattutto quando preghiamo insieme, come facciamo ora.

Nell’incontro di Maria con Elisabetta c’è il riconoscimento che l’eterno Figlio di Dio divenne uomo, ha assunto un volto umano per rendere così possibile a noi, suoi fratelli e sorelle, di condividere la sua figliolanza divina. Quel movimento di abbassamento di un amore senza hlimiti, che si è svuotato di sé per rendere possibile il movimento inverso di esaltazione nel quale anche noi siamo elevati a condividere la vita stessa di Dio, nella vita veramente vita con ogni bene senza alcun male. E’ grande la meta, così certa da poter affrontare anche momenti difficili della vita senza squilibrare la nostra psicologia. Facciamo nostro il giudizio di Elisabetta: beata perché liberamente, per amore, ci hai creduto. Tutte le generazioni, anche noi in questa decina ti diciamo beata.

Lo Spirito che “discese su Maria” nel concepimento, nella nascita è lo stesso Spirito disceso su di noi a Pentecoste e che si librò sulle acque all’alba della Creazione. Questo ci ricorda che l’Incarnazione nel grembo verginale di Maria è stata un nuovo atto creativo. Quando nostro Signore Gesù Cristo fu concepito per opera dello Spirito santo nel seno verginale di Maria, Dio si unì con la nostra umanità creata, ferita dal peccato, entrando in una permanente nuova relazione misericordiosa con noi e inaugurando una nuova Creazione giunta al suo culmine con la Risurrezione che riguarda Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, al storia e l’intero universo. E’ la vittoria di Dio, un’esplosione del suo amore che scioglie le catene del peccato, della morte, dell’azione primaria e secondaria del demonio. Ha inaugurato una nuova dimensione della vita, che stiamo già vivendo, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé.

Per l’avvenimento centrale della storia, cioè l’Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo verginale di Maria, Dio aveva preparato un popolo che lo accogliesse e quando Maria lo presentò al popolo nel Tempio solo un anziano (Simeone) e un’anziana (Anna) lo hanno accolto. Dio che è amore e che attende risposte di amore cioè libere non impone mai se stesso, non ha predeterminato semplicemente la parte che Maria avrà nel suo piano pela nostra salvezza, egli ha cercato innanzitutto il suo assenso di quindicenne. Nella Creazione iniziale ovviamente non era questione che Dio chiedesse il consenso delle creature, non ci ha chiesto dicrearci, di metterci al mondo, ma in questa nuova Creazione egli lo chiede, per salvarci, lo chiede aciascuno di noi. Maria sta al posto di tutta l’umanità. Lei parla per tutti noi quando risponde all’invito dell’Angelo. San Bernardo descrive come l’intera corte celeste stesse aspettando con ansia, con impazienza la sua parola di consenso grazie alla quale si compì l’unione nuziale tra Dio e l’umanità, tra Cristo e la Chiesa. L’attenzione di tutti cori degli angeli s’era concentrata su questo momento, nel quale ebbe luogo un dialogo che avrebbe dato un nuovo e definitivo capitolo della storia del mondo. Maria, che presto apparirà come Madre del lungo cammino, disse: “Avvenga di me secondo la tua  parola”. E la Parola, il Figlio di Dio ha assunto un volto umano, amandoci fino a dare la vita per l’umanità nel suo insieme e per ciascuno di noi, per me.

Le prime parole pubbliche di Gesù sono avvenute, a dodici anni, nel tempio con i dottori della legge. Il contemplare, con questa decina della preghiera del Rosario, su questo gioioso mistero dell’Incarnazione nel grembo verginale di Maria, ci dà speranza che Dio, nonostante tutti i mali, continuerà a condurre la nostra, la mia storia, ad agire con potere creativo per realizzare gli obiettivi che al calcolo umano sembrano impossibili. Questo ci sfida ad aprirci all’azione trasformatrice dello Spirito Creatore che ci fa continuamente nuovi, ci rende una cosa sola con Lui e ci riempie con la sua vita. Ci invita, con squisita gentilezza a consentire che egli abiti in noi, come per nove mesi ha abitato nell’utero di Maria, ad accogliere la parola di Dio nei nostri cuori amanti come Lui ci ha amato, cioè amare gli altri più di noi stessi, rendendoci capaci con questo silenzio di accogliere il messaggio della Regina dell’amore.

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