martedì 7 aprile 2015

Il maleficio e le fatture

La S. Scrittura, già nell’Antico Testamento, proibisce decisamente le pratiche di magia, in cui vede un rinnegare Dio per darsi al demonio. Si legge: “Non imparerai a commettere le cose abominevoli delle nazioni. Non si troverà presso di te chi… pratichi la divinazione, il sortilegio, l’augurio, la magia, chi pratichi incantesimi, chi consulti gli spettri o l’indovino, chi interroghi i morti (sedute spiritiche). Perché è in abominio a Dio chi compie tali cose” (Dt 18,10-12); “Non rivolgetevi agli spettri, ai maghi, rendendovi
impuri con essi. Io sono il Signore vostro Dio” (Lv 19,31); “Un uomo o una donna che sia negromante o indovino tra voi sia messo a morte: li lapiderete. Il loro sangue ricada su di loro” (Lv 20,26-27); “Non lascerai vivere la maga” (Es 22,17). S. Paolo cataloga tra le opere della carne, che escludono dal regno di Dio, anche la stregoneria (Gal 5,20-21).
7. Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna la magia in tutte le sue forme: “Tutte le pratiche di magia e stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù di religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui” (CCC 2117). La conferenza episcopale campana, oltre a dire che si tratta di “peccato grave, anche se talvolta possono intervenire fattori soggettivi che attenuano la responsabilità delle persone” (Conferenza episcopale campana, “Io sono il Signore, vostro Dio”, n. 25). 
8. Non è lecito ricorrere al maleficio neanche per farsi togliere l’eventuale maleficio di cui si pensa di essere afflitti. Si tratta sempre di venire in contatto con pratiche riprovate da Dio e dalla Chiesa e di riconoscere dipendenza – almeno implicitamente – dal diavolo. E questo è contrario al primo comandamento: “Non avrai altro Dio fuori di me”. La conferenza episcopale toscana parla di “colpa gravissima” per la magia e di un “agire gravemente peccaminoso” per il maleficio (Conferenza episcopale toscana, Magia e demonologia, 15.4.1994, nn. 12-13). 
San TOMMASO
La Chiesa ha sempre condannato in modo esplicito e incontrovertibile la magia e tutte le pratiche di magia. S. Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae, cita S. Agostino che nel "De Doctrina Christiana", libro 2 Cap. 20, afferma che "è superstizioso /.../ tutto quello che è consultazione dei demoni, o patto simbolico accettato e concluso con essi" /.../ le fasciature magiche (ligature), ecc.". /.../ Le divinazioni e le pratiche di cui si parla appartengono alla superstizione in quanto dipendono da certi interventi dei demoni. Ed è così che si riallacciano a dei patti stabiliti con essi" (S. Th., II-II, q. 92, a.2). S. Tommaso annovera il maleficio tra i peccati mortali (S. Th., II-II, q. 76, a.3). Nel Decreto, XXVI, qu.5 (can. Sortes) si legge: "Le sorti con le quali nei vostri affari decidete ogni cosa, e che i padri hanno condannato, altro non sono che divinazioni e malefici. Perciò vogliamo che esse siano condannate e che non siano più nominate tra noi cristiani: e perché non siano praticate le proibiamo sotto pena di scomunica" (5. Th., II-II, q. 95, a. 8; q. 96, a. 2).

CATECHISMO CHIESA CATTOLICA
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2117, esprime in forma sintetica la costante condanna della Chiesa per tutte le pratiche magiche: "Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù di religione (cfr. C.C.C., n. 1807, n. 2095). Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad un’intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni"(C.C.C., n. 2117).
Tutte le pratiche magiche ("bianche", "nere" o "rosse"), rientrando nel campo della superstizione sono gravi offese contro il primo comandamento (cfr. C.C.C., nn. 2111-2117).
I cristiani devono essere cauti nel giudicare la magia come un effetto diretto - sempre ed in ogni circostanza - del Demonio.
Dall’altra parte però non si può razionalisticamente ridurre la realtà delle pratiche magiche, specie quelle "nere", solo ad un fenomeno psichico deviante o ad un semplice atto peccaminoso dell’uomo. In tali pratiche non si può escludere un’azione o dipendenza da Satana, avversario giurato del Signore Gesù e della sua salvezza.
Il Diavolo - come c’insegna l’Apocalisse - sino alla fine dei tempi userà tutti i suoi poteri e la sua sagacia per ingannare i battezzati ed ostacolare la piena attuazione del progetto salvifico di Dio sul mondo. (Conferenza Episcopale Toscana, Nota pastorale "A proposito di magia e di demonologia", n.11).
"La magia nera rappresenta una colpa gravissima /.../ una deviazione dalla verità rivelata /.../ contraria alla fede e al culto esclusivo a Cristo Gesù, unico Redentore e Signore dell’uomo /.../ Essa è in contrapposizione alla vera professione del credente ed è pericolosa per la salvezza" (C.E.T., n. 12) (cfr. C.E.C., nn. 24-36).


BIBBIA E MAGIA
Nella Sacra Scrittura troviamo indicazioni chiare sia sull’esistenza della magia, sia sul tipo di pratiche magiche: la divinazione (Ez 31,26) la stregoneria (Mi 5,11) (Na 3,4) (Dt 18,10-12), l’arte magica (Sap 17,7), gli incantesimi (Dt 18,11) (SaI 58,6) (Ger 8,17) (Qo 10,11); l’uso dei nodi e dei legami (Ez 13,17-23). Sono segnalate le magie di Gezabele (2 Re 9,22), le pratiche superstiziose dei re Achaz (Re 16,3-4), di Manasse (2 Re 21,6) e le pratiche superstiziose che Giosia combatte (2 Re 23,24). Nella Sacra Scrittura la condanna della magia e di tutte le pratiche di magia è costante ed inequivocabile. E’ proibita la magia, la stregoneria [(Es 22,17) (Lv 19,26) (Di 18,10) (Sap 12,4) (Ez 13,18) (At 19,19) (cfr At 13,6-12 e At 16,16-24) (GaI 5,20) (Ap 9,21)] il ricorso a negromanti, indovini, operatori di incantesimi e fattucchieri, sotto pena di morte (Lev 19,26.31; 20,6; 20,27) (Dt 18,10-12) (Es 22,17) (Ap 21,8) (Ap 22,15) (Dt 18,10-12) (Is 3,1-3) (Ger 8,17) (Es 7,11) (Ml 3,5) (Na 3,4).
Ezechiele, 13:17-23
17Ora tu, figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro. 18Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri a ogni polso e preparano veli di ogni grandezza per le teste, per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse? 19Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche manciata d'orzo e per un tozzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne.
20Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri, con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli. 21Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda nelle vostre mani; saprete così che io sono il Signore. 22Voi infatti avete rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre io non l'avevo rattristato, e avete rafforzato il malvagio perché non desistesse dalla sua vita malvagia e vivesse. 23Per questo non avrete più visioni false né più spaccerete vaticini: libererò il mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore".

Dt 18,9-14
9Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. 10Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, 11né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, 12perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. 13Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, 14perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio.

Nessun commento:

Posta un commento