venerdì 17 aprile 2015

III Domenica di Pasqua

Al centro della vita di fede il Sacramento della Riconciliazione

Nel tempo pasquale la liturgia ci offre molteplici stimoli per rinsaldare la nostra fede nel Cristo risorto perché, come ci è stato ricordato Domenica scorsa con la seconda apparizione che ha iniziato ritmo settimanale della Domenica, nel corpo glorificato di Gesù, che riconosciamo con Tommaso e gli Apostoli nelle cinque piaghe come sacramentalmente diviene sempre eucaristicamente presente, c’è la vittoria di
Dio sul peccato, sulla morte e sul diavolo, e Cristo riso
rto che si fa presente nel suo corpo che è la Chiesa, diventa per noi uomini la speranza nella liberazione da ogni male, la speranza nel compimento di Dio.

Nell’odierna III Domenica di Pasqua, ad esempio, san Luca narra come i due discepoli di Emmaus, dopo averlo riconosciuto “nello spezzare il pane”, si recarono pieni di gioia a Gerusalemme per informare gli altri di quanto era loro accaduto. E proprio mentre stavano parlando, lo stesso Signore si fece presente mostrando le mani e i piedi con i segni della passione. Dinnanzi poi allo stupore incredulo degli Apostoli, Gesù si fece dare del pesce arrostito e lo mangiò sotto i loro occhi (Lc 24, 35-43). In questo e in altri racconti si coglie un ripetuto invito a vincere l’incredulità e a credere nella risurrezione di Cristo, perché i suoi discepoli sono chiamati ad essere i testimoni proprio di questo evento straordinario. Se Cristo non è risuscitato – afferma san Paolo -, allora è vana la nostra predicazione ed è vana la nostra fede” (1 Cor 15,14) nella divina misericordia. Lo si coglie da quello che il Risorto ha comunicato nella prima apparizione agli undici: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito santo. A coloro a cui perdonerete i peccati  saranno perdonati…”. 
Se Gesù non fosse risorto tutto resterebbe oscuro, perché Satana avrebbe mantenuto la sua supremazia, il peccato degli uomini il sopravvento e ci sarebbe solo l’incontro con Lui Giudice, come gli artisti a cominciare da Michelangelo ripropongono, e non Salvatore. Gesù avrebbe fatto tutto il possibile per salvarci, ma alla fine la malizia umana, soccombendo all’azione di Satana, avrebbe prevalso e la terra sarebbe rimasta nell’ombra terribile del peccato e della morte. Ma il Padre ha rivelato tutto il suo amore misericordioso risuscitando il suo Figlio, rendendolo sacramentalmente  in continuità ecclesiale presente non solo per i figli della casa di Israele ma in tutti i luoghi e in tutti i tempi dove si celebra la Domenica mostrando che egli non vuole il giudizio di condanna ma la salvezza, la misericordia. Papa Francesco per l’Anno santo della misericordia ha detto: “poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione….Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita. Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, poiché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. Sarà per ogni penitente fonte di vera pace interiore…In confessori sono chiamati a stringere a sé quel figlio pentito che ritorna a casa e ad esprimere la gioia per averlo ritrovato. Non si stancheranno  di andare verso l’altro figlio rimasto fuori, definendo il fratello dal male che ha fatto e incapace di gioire, per spiegargli che il suo equilibrio severo è ingiusto e non ha senso dinanzi alla misericordia del Padre che non ha confini. Non porranno domande impertinenti, ma come il padre della parabola interromperanno un discorso preparato dal figlio prodigo, perché sapranno cogliere nel cuore di ogni penitente l’invocazione di aiuto e la richiesta di perdono, insomma i confessori sono chiamati ad essere sempre e dovunque in ogni situazione e nonostante tutto, il segno del primato della misericordia”. Personalmente ringrazio il Signore perché dal giovedì santo alle 12,45 della prima Domenica di Pasqua ho confessato 200 persone. Signore se puoi dammi la salute per continuare con gioia e voi scoprite la bellezza del ritmo mensile.

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