venerdì 6 marzo 2015

Terza domenica di Quaresima

Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell’amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto 


Il Vangelo di questa terza domenica di Quaresima riferisce – nella redazione di Giovanni -  e attualizza per noi qui convenuti il celebre episodio di Gesù che scaccia dal cortile dei Gentili davanti al   Tempio, al Santuario di Gerusalemme i commercianti di bestiame di animali da sacrificare e i cambiamonete poiché le monete romane in uso dopo l’occupazione, a motivo dell’immagine dell’imperatore, erano
considerate idolatriche anche se autorizzate dall’autorità giudaica. Ma questa mescolanza tra Tempio, Santuario e affari non corrispondeva alla destinazione del Cortile die Gentili di fronte all’edificio del Tempio. Ecco perché le autorità del Tempio si limitarono a porre a Gesù la domanda circa la sua legittimazione per una tale azione profetica impedendo un abuso nei confronti del Tempio.
Il fatto, riportato da tutti gli evangelisti, avvenne in prossimità della festa di Pasqua e destò grande impressione sia nella folla, sia nei discepoli. Come dobbiamo interpretare questo gesto di Gesù? Anzitutto va notato che esso non provocò alcuna repressione dei tutori dell’ordine pubblico, perché fu visto come una tipica azione profetica: i profeti infatti, fanno risuonare non la propria parola ma la Parola di Dio, denunciavano spesso abusi, e lo facevano a volte non solo a parole ma con gesti simbolici. Il problema, semmai, era cogliere la loro autorevolezza. Ecco perché l’autorità giudaica chiese a Gesù: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” (Gv 2,18), dimostraci che agisci veramente a nome di Dio.
La cacciata dei venditori dal cortile dei Gentili davanti al Tempio (nel Tempio potevano entrare solo i sacerdoti non il popolo) è stata anche interpretata, soprattutto negli anni ’60, in senso politico – rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, “zelanti” per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di Gesù aspettavano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma Gesù deluse questa attesa, tanto che alcuni discepoli di mentalità zelota lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare Gesù come violento: ogni violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento anche oggi dell’anticristo. La violenza non serve mai all’umanità, ma la disumanizza. L’intera attività di Gesù – a partire dalle tentazioni del deserto, dal suo battesimo nel Giordano, dal Discorso della Montagna fino alla parabola del Giudizio finale (Mt 25) e alla sua risposta alla professione di fede di Pietro vi si oppongono decisamente. I risultati terribili di una violenza motivata religiosamente stanno in modo troppo drastico davanti agli occhi di tutti noi, anche oggi. Mai la violenza instaura il regno di Dio, il regno dell’umanesimo. E’, al contrario, uno strumento preferito dall’anticristo, per quanto possa essere motivata in chiave religioso – idealistica. Non serve all’umanesimo, bensì alla disumanità.
Ma ascoltiamo la parte positiva che Gesù disse compiendo quel gesto: “Mi divora lo zelo per la tua casa” ( Salmo69,10). Questo salmo è un’invocazione di aiuto ina una situazione di estremo pericolo a causa dell’odio die nemici: la situazione che Gesù vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo di dell’amore che paga di persona per tutti come il cortile die Gentili richiamava profeticamente, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il “segno” che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. “Distruggete questo tempio – disse – e in tre gironi lo farò risorgere”. E san Giovanni annota che non si riferiva al Tempio di Gerusalemme: “Egli parlava del tempio del suo corpo” (Gv 2,20-21). Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell’amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, presente nel suo corpo che è la Chiesa. E la morale cristiana è assimilarsi ad una Persona, a Lui, che ha realizzato tutta la Legge.
Lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo tempio nel grembo verginale della Vergine Maria, la Regina dell’Amore. Per sua intercessione, preghiamo di divenire pietre vive di questo edificio spirituale.

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