sabato 4 maggio 2013

Preghiera 42


7 maggio 2013
Convenendo alla preghiera di liberazione, di guarigione, questa sera soprattutto di consolazione
Gesù Cristo risorto, presente ci dice: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me 
Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli l’ora della provvisoria vittoria di Satana attraverso coloro che si lasciano sedurre da lui cioè l’ora del suo lasciarsi crocifiggere per amore per liberarci dal  potere di Satana, dal peccato, dalla morte, senza soccombere con il dono, la vittoria definitiva della risurrezione, dice “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.E del luogo dove io vado, conoscete la via”.
Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”.Gli disse Gesù: Io, Dio che con l’incarnazione possiedo
un volto umano  vi ho amato ciascuno e collettivamente sino alla fine cioè senza misura e risorto resto sempre sacramentalmente con voi in ogni istante soprattutto nel momento della morte, vincitore di Satana, e quindi   sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre, che è Dio, se non per mezzo di me, che sono Dio, attraverso il dono dello Spirito, che è Dio, la Trinità, unico Dio. Se avete conosciuto me mediante il dono del mio Spirito, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto(Gv 14, 1-7).
Sapendo che come ha parlato allora ai suoi discepoli, in questo momento parla a ciascuno di noi attenti a Lui e a tutti insieme qui convenuti, sono parole diconsolazione non solo sentimentale ma vera, totale il non sia turbato il vostro cuore in tutte le tribolazioni, perfino di fronte alle negatività, alla malattia, alla morte. Dopo la passione, la crocefissione, la sepoltura, la vittoria apparente di Satana,  avrebbero avuto un motivo enorme di essere turbati: sembrava il completo fallimento del Figlio di Dio incarnato, di quell’unica speranza affidabile apparsa nella storia umana ferita dal peccato fin dalle origini cioè il Messia. Gesù li prepara alla passione e alla morte in Croce come passaggio alla risurrezione, con queste parole, che ripeterà anche dopo la risurrezione e proprio a causa del dono della risurrezione, il progetto completo del Padre con la creazione e la redenzione, risurrezione, la nuova dimensione di vita che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con lui anche ciascuno di noi fin dal Battesimo, tutta la famiglia umana a cominciare da Maria, la storia e l’intero universo. Essa è la via che ha inaugurato una nuova dimensione della vita anche attraverso la malattia, la sofferenza, l’azione demoniaca, il fallimento temporale, perfino la morte, una speranza affidabile che penetra continuamente nel nostro mondo, nel nostro presente anche faticoso che può essere accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da trasformarci e da attirarci nell’amare con il suo amore anche non ottenendo subito quelle liberazioni, quelle guarigioni, quelle speranze – più piccole o più grandi per cui questa sera siamo convenuti a pregare –che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza questa grande speranza, che supera tutto e ci consola in ogni difficoltà , esse non bastano: è tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi diventa diletto, incontrando il Risorto scoppio di gioia in tutte le mie tribolazioni. Solo la consapevolezza del suo amore perenne ci dà la possibilità di perseverare con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, è ancora incompiuto, ferito,imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, è per noi la garanzia che esiste ciò che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell’intimo aspettiamo: la vita veramente vita. La consolazione, oltre l’eventuale liberazione da negatività, la guarigione da malattie, è il dono più grande di queste nostre preghiere.
 Mi sento spesso ripetere se ha ancora senso la fede, la preghiera di liberazione, di guarigione, di consolazione in un mondo in cui scienza tecnica hanno aperto orizzonti fino a poco tempo fa impensabili? E c’è anche una filosofia da parte dei poteri finanziari mondiali che egemonizzano la cultura   attraverso la potenza mediatica per dissolvere tutte le religioni, le libertà democratiche e gestire il tutto con la scienza e la tecnica, riducendo l’uomo, considerato un semplice prodotto della natura e come tale non libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Di fronte a questa ideologia oggi egemonica, nel nostro tempo, è necessaria una rinnovata educazione alla fede e degli eventi della salvezza da Dio salvaguardando tutte le meravigliose possibilità della scienza e della tecnica, ma una fede che soprattutto non nasca dall’idea di Dio ma da un vero incontro con Dio in Gesù Cristo nel noi della Suo corpo cioè della Chiesa, dal sentirci amati e quindi dal dare fiducia a Lui e che tutta la vita sia coinvolta liberamente, per amore, responsabile. Oggi, insieme a tanti segni di bene, cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. A volte, si ha come la sensazione, da certi avvenimenti di cui abbiamo notizia tutti i giorni, che il mondo non vada verso la costruzione di una comunità più libera, più fraterna, più solidale e più pacifica; le stesse idee di progresso e di benessere mostrano anche le loro ombre. Nonostante la grandezza delle scoperte della scienza e dei successi della tecnica, oggi l’uomo non sembra divenuto più libero, più responsabile, più umano; permangono tante forme di sfruttamento, di manipolazione, di violenza, di indifferenza, di sopraffazione, di ingiustizia, di precarietà. Un certo tipo di cultura, poi, educa  muoversi solo nell’orizzonte delle cose, del fattibile, a credere solo in ciò che si vede e si tocca con le proprie mani terrorizzati da possibili fallimenti,dalla malattia, dalla morte. D’altra parte, però, cresce anche il numero di quanti si sentono disorientati e, nella ricerca di andare oltre una visione solo temporale della vita, della realtà del cosmo, sono di nuovo disponibili a credere a tutto il suo contrario. In questo contesto riemergono alcune domande fondamentali, che sono molto più concrete di quanto appaiono a prima vista se spinti, da sofferenze e da fallimenti, a riflettere:che senso ha vivere? C’è un futuro per l’uomo, per noi e per le nuove generazioni? In che direzione orientare le scelte della nostra libertà per un esito buono e felice della vita?Da dove viene tutto il male che avanza sempre più e come liberarsene? Che cosa ci aspetta oltre la soglia della morte?
Da queste insopprimibili domande davanti a Lui, eucaristicamente qui dinnanzi a noi velando divinità e umanità, emerge come il mondo della pianificazione, del calcolo esatto e della sperimentazione, in una parola il sapere della scienza, pur importante e da coltivare per la vita temporale dell’uomo, da solo non basta segnato da una profonda carenza, da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza.. Per questo questa sera siamo qui a pregare. Noi abbiamo bisogno non del solo pane materiale, abbiamo bisogno di amore, di significato anche del dolore e di speranza anche provati, di un fondamento sicuro, di un terreno solido che ci aiuti a vivere con un senso autentico anche ammalati,anziani, anche nella crisi, nelle oscurità, nelle difficoltà anche affettive e nei problemi quotidiani. La fede e quindi la preghiera ci dona proprio questo: è un fiducioso, pur con forti grida e lacrime, affidarsi, come Gesù in croce a un “Tu”, che è Dio Padre che vede e provvede, il quale mi dà una certezza diversa, ma non meno solida di quella che viene dal calcolo esatto o dalla scienza. La fede non è un semplice assenso intellettuale a delle verità particolari su Dio possibile anche a chi non ha molta cultura, pur importante; è un atto continuo, un innalzare continuamente mente a cuore a Lui, con cui mi affido a un Dio che è Padre e mi ama non solo quando sono buono o perché sono buono ma per farmi diventarlo, per farmi diventare amico, non guarda quante volte manco, ma quante volte mi rialzo, è adesione a un “Tu” che mi dona  speranza e fiducia nel mio e altrui essere Suo dono, come a tutto il mondo che mi circonda e questo anche quando questa vita biologica si dissolve nella polvere. Però vivere anche un minuto di più in questa vita, in questo mondo travagliato è un dono, un grande dono!

125 1. Credo in te, Signor, credo in te! Grande quaggiù il mister, ma credo in te. R) Luce soave, gioia perfetta sei. Credo in te, Signor, credo in te.
2. Spero in te, Signor, spero in te: debole sono ognor, ma spero in te. R) Luce soave..
3. Amo te, Signor, amo te: o crocifisso Amor, amo te. R) Luce soave…
4. Resta con me, Signor, resta con me: pane che dai vigor, resta con me. R) Luce soave… 
Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 597 essenzializza l’insegnamento biblico ed ecclesiastico su Satana: “Il Male (da cui la preghiera al Padre ogni mattina e ogni sera  a liberarci dal Maligno) indica la persona di Satana, che si oppone a Dio e che è “il seduttore di tutta la terra” (Ap12,9). La vittoria sul diavolo è già conseguita da Cristo. Ma noi preghiamo affinché la famiglia umana sia liberata da Satana e dalle sue opere.Domandiamo anche il dono prezioso della pace e la grazia perseverante della venuta di Cristo, che ci libererà definitivamente dal Maligno”. In ogni male c’è l’incompiutezza che richiede tutta l’azione naturale aiutati dalla scienza e dalla tecnica, ma c’è anche l’azione preternaturale del Maligno che richiede preghiera: non solo, quindi, la medicina, non solo il neurologo, lo psicologo, lo psichiatra ma anche il sacerdote; ma non solo la preghiera, il sacerdote ma anche il medico cioè tutte e due. Quanto è importante sapere chi è Satana, la sua natura, i suoi limiti, il suo modo di operare e i mezzi per affrontarlo e combatterlo. Certo non va sottovalutata  l’opera demoniaca che è il contrastare a tutti i livelli – sino alla fine dei tempi, del compimento della storia – l’attuazione del Regno di Dio presente là dove Egli è amato e dove il suo amore ci raggiunge, avendo come oggetto soprattutto ogni essere umano. Ma nei credenti che incontrano Cristo attraverso Maria, i più forti di Satana, c’è un sano ottimismo fondato sulla fede che “Io ho vinto il principe di questo mondo”, “le porte degli inferi non prevarranno”, “io sarò  con voi sempre”. Detto questo non si vuol dire che l’uomo venga sottratto alle sue responsabilità, ben sapendo che lasciarsi sedurre da Satana cioè il peccato rimane sempre una libera scelta umana e non del demonio: “è dal cuore dell’uomo che escono pensieri maligni”. Le preghiere di liberazione, gli esorcismi solenni cioè imperativi, invocativi, non pongono l’uomo al sicuro, ma nella condizione di scegliere liberamente. Incontrando Cristo con la Messa almeno della Domenica, pregando con Lui il Padre nostro ogni mattina, ogni sera, amando con il suo amore, ogni cristiano ha tutta la forza per vincere pienamente la tentazione e per essere liberato dal Maligno. “Il Signore è fedele; Egli vi custodirà dal Maligno”. “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” esclama san Paolo in Romani 8,31-39. E conclude: “Io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli né principati (cioè le forze di Satana)… potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.Tale è la certezza indistruttibile di chi crede anche di fronte a tentazioni e disturbi malefici. Certo è vigilante come la vergine della parabola in attesa dello sposo (Mt 24,37.44),  lavora, moltiplica anche con la scienza e la tecnica i talenti ricevuti in dono per essere riconosciuto come “servo buono e fedele” quando il Signore tornerà. E ha, e oggi le presunte apparizioni  della Madonna che richiedono la preghiera del Rosario soprattutto in questo mese di maggio, la protezione della Madre celeste, l’unica creatura che non è mai caduta, Immacolata, che il demonio non riesce mai nemmeno a nominare, dicendo “Quella là”.
Vogliamo rivivere il “sì” di quella sedicenne di Nazareth che ha cambiato la storia per cui Satana non ha più quel potere che aveva prima dell’Incarnazione. L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria -, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità. Quando la vergine disse liberamente il suo “sì” all’annuncio dell’angelo, “sì” atteso da tutto il mondo celeste e terrestre, Gesù cioè Dio che possiede un volto umano fu concepito e con Lui incominciò la nuova era tra Dio e l’uomo nella storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua con il dono della risurrezione cioè la vittoria definitiva su Satana, nuova ed eterna alleanza. In realtà, il “sì” di Maria è il riflesso perfetto di quello che Cristo stesso quando entrò nel mondo”Ecco, io vengo per compiere, o Dio la tua volontà”. L’obbedienza del Figlio, più forte del no forte di Satana al Padre e ad ogni uomo che Dio ama, si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così per l’incontro di questi due “sì”, Dio ha potuto assumere un volto di uomo, amarci sino alla fine vincendo l’odio di Satana: ogni singolo e l’umanità nel suo insieme. La vittoria sulla tentazione, la liberazione dall’azione del Maligno, è garantita là dove Egli attraverso Maria, Regina dell’amore, della pace, madre di questo lungo cammino, è amato e dove il suo amore ci raggiunge in ogni momento anticipando il paradiso, pur tra tutte le tribolazioni.
225 1. Madre santa, il Creatore da ogni macchia ti serbò. Sei tutta bella nel tuo splendore: Immacolata, noi ti acclamiam! R) Ave, ave, ave, Maria!
2. Tanto pura, Vergine, sei che il Signor discese in te. Formasti il cuore al re dei re: Madre di Dio, noi ti acclamiam! R) Ave,
3. Gran prodigio Dio creò quando tu dicesti “Si”. Il divin Verbo donasti a noi: Vergine e Madre, noi ti acclamiam! R) Ave,
4. Hai vissuto con il Signore in amore e umiltà. Presso la croce fu il tuo dolore: o Mediatrice, noi ti acclamiam! R) Ave,..
5. Nella gloria Assunta sei, dopo tanto tuo patir. Serto di stelle splende per te: nostra Regina, noi ti invochiam! R) Ave,..
6. Nelle lotte, nei timori, in continue avversità, della Chiesa Madre sei tu: Ausiliatrice, noi ti invochiam 
Venire processionalmente, incominciando da quelli in fondo alla Chiesa, per l’unzione con l’olio benedetto, è il sacramentale cioè l’essere raggiunti, toccati dal Risorto mentre abbiamo presenti quelle speranze di liberazione, di guarigione, di consolazione, per cui siamo qui convenuti questa sera in preghiera, con sempre all’orizzonte la grande speranza, la speranza affidabile, la grande meta che giustifica la fatica della vita. Attendendo seduti possiamo tornare, attraverso i fogli, su qualche punto che lo Spirito Santo ci ha fatto particolarmente comprendere, gustare e a cui convertirci in rapporto al vissuto personale, coniugale, comunitario, parrocchiale, sociale e quindi cantare o ascoltare il canto proposto come preghiera.
Per la benedizione eucaristica
(67) 1. O Gesù ti adoro, ostia candida, sotto un vel di pane, nutri l’anima, solo in te il mio cuore si abbandonerà. Perché tutto è vano se contemplo te.
2. Ora guardo l’ostia, che ti cela a me, ardo dalla sete di vedere te: quando questa carne si dissolverà, il tuo viso luce, si disvelerà. Amen

Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi, soprattutto in quest’Anno della fede, i benefici dell’amore divino. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen
Dio sia benedetto….
 Ed ora il sacramentale dell’acqua benedetta, esorcizzata
Preghiamo. O Dio, per salvare tutti gli uomini hai racchiuso nell’acqua i segni più grandi della tua grazia. Ascolta la nostra preghiera e infondi in quest’acqua la tua + benedizione perché assunta a servizio dei tuoi misteri, sia portatrice dell’efficacia della tua grazia per mettere in fuga i demoni e debellare le malattie. Tutto ciò che con essa verrà asperso sia liberato da ogni influsso del Maligno; nelle dimore dei tuoi fedeli non abiti più lo spirito del Male e sia allontanata ogni insidia. Grazie all’invocazione del tuo santo nome, possano i tuoi fedeli uscire illesi da ogni assalto del nemico. Per Cristo nostro Signore.

Amen

Prossimo ed ultimo incontro di quest’anno martedì 11 giugno.

(315) Regina coeli

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