martedì 9 aprile 2013

Preghiera 41

Il cuore della Chiesa è dove si prega
L’insensibilità alla presenza eucaristica, nei sacramenti e nei sacramentali del Dio che possiede un volto umano,Gesù, che  ci ha amato ogni singolo e l’umanità sino alla fine, presente Risorto in continuità nella e attraverso la sua Chiesa, e  la mancanza personale divigilanza  del male attualmente incombente
 conferisce al Maligno un potere nel mondo

Vogliano rivivere nella preghiera di questa sera la preghiera di Gesù nel Getzemani dove è tornato Satana a tentarlo, al Giardino degli ulivi che nell’ora di adorazione abbiamo ricordato il giovedì santo dopo la Messa in Cena Domini . Lo scenario della narrazione evangelica di questa preghiera che vogliamo avere dinnanzi  nella nostra preghiera è particolarmente
significativo. Gesù si avvia al Monte degli Ulivi, dopo la prima eucarestia dell’Ultima Cena, mentre sta pregando insieme con i suoi discepoli. Narra l’evangelista Marco: “Dopo aver cantato l’inno uscirono verso il monte degli Ulivi” (14,26). Con alcuni salmi dell’hallel si ringrazia Dio per tante liberazioni del suo popolo e si chiede il suo aiuto per le difficoltà e le minacce diaboliche sempre nuove del presente, anche del nostro presente, di oggi. Com’è oggi il cristianesimo in Europa, in Italia, qui a Verona,nei nostri ambienti di scuola e di lavoro, nella mia famiglia? Sotto diversi aspetti sembra un corpo estraneo fino a programmare, quest’anno qui a Verona, le partite di calcio il venerdì e il sabato santo perfino con i ragazzi. Per molti versi sembra di essere tornati indietro, agli albori del cristianesimo quando il demonio, prima dell’Incarnazione, aveva più possibilità di vincere. Sembra di vivere in un mondo che è religiosamente e culturalmente pluralistico, in un mondo in maggioranza “pagano”, nel quale lo stile di vita cristiano praticato per secoli è stato dimenticato, dove dominano l’astrologia, l’aborto, la superstizione e la bramosia di sesso, di possesso, di successo. Nonostante i cristiani siano la sostanziale maggioranza in Europa, quelli praticanti sono in minoranza. Eppure i pochi che credono nella presenza del Risorto, aperti al futuro eterno di Dio, alla certezza che il male, il peccato, la morte, Satana possono essere vinti e sono per i molti rendono la situazione in Europa alquanto stimolante e piena di opportunità per evangelizzare, soprattutto rendendo presente Gesù Cristo, anche in piccoli gruppi di preghiera. Gesù Cristo parla anche oggi attraverso la Scrittura, si fa dono in persona nell’eucarestia e agisce attraverso i sacramenti e i sacramentali della Chiesa, come   il tocco sacramentale dell’unzione di questa sera. Centro dell’opposizione all’azione redentrice, umanizzante, fraternamente socializzante di Cristo è il Maligno che permane anche oggi, non più certo, con la possibilità di vincere che aveva prima dell’Incarnazione, della Risurrezione e ce  l’ha anche oggi, reso presente anche da pochi per i molti, in famiglia anche di uno che ancora crede per tutti. Vogliamo far nostre le espressioni di Gesù nel percorso fino al Getzemani. Ci fanno sentire incombente il suo destino di morte e annunciano l’imminente dispersione dei suoi stessi discepoli fino a fargli dire, tentato, quale utilità nel mio sacrificio?
Giunti al podere sul Monte degli Ulivi, anche quella notte Gesù si prepara alla preghiera personale, che non può mai mancare anche a noi ogni giorno pur convenendo insieme a pregare soprattutto nella Messa domenicale. Ma questa volta avviene qualcosa di nuovo; sembra non voglia restar solo nella preghiera. Molte volte Gesù si ritirava in disparte dalla folla e dagli stessi discepoli, sostando “in alcuni luoghi deserti” (Mc 1,35) o salendo sul “monte”, dice san Marco (Mc 6,46). Al Getzemani, invece, egli invita Pietro, Giacomo e Giovanni a stargli più vicino. Sono i discepoli che ha chiamato ad essere con Lui nella preghiera sul monte della Trasfigurazione (Mc 9,2-13). Questa vicinanza dei tre durante la preghiera al Getzemani è significativa anche per il nostro convenire il secondo martedì per la preghiera di liberazione, di guarigione, di consolazione. Anche in quella notte Gesù pregherà il Padre “da solo”, perché il suo rapporto con Lui è del tutto unico e singolare cioè il Padre mio e Padre vostro: è il rapporto trinitario del Figlio Unigenito. Si direbbe, anzi, che soprattutto in quella notte nessuno possa avvicinarsi al Figlio che si presenta al Padre nella sua identità assolutamente unica, esclusiva. Gesù, però, pur giungendo da “solo” nel punto in cui si fermerà a pregare, vuole che almeno tre discepoli rimangano non lontani spazialmente da Lui, in una relazione più stretta con Lui, per documentare  evangelicamente quello che in quella notte, in quell’ora della tentazione di Satana, è avvenuto anche per noi, per tutti quelli che saranno evangelizzati. Si tratta di una richiesta di solidarietà nel momento in cui sente approssimarsi la morte attraverso il tradimento, il rinnegamento, l’abbandono, ma è soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volontà del Padre vincendo la tentazione, ed è un invito a ogni discepolo, a me, a noi a seguirlo nel cammino della Croce cioè dell’amore che si dona totalmente per essere liberi dall’azione del Male - Maligno. L’Evangelista Marco narra: prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia, con forti grida e lacrime. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morteRestate qui e vegliate” (14, 33-34). Pur riferendosi immediatamente a quell’ora l’appello alla vigilanza rimanda in anticipo soprattutto  alla storia futura della cristianità, alla storia di ogni cristiano, alla storia di ciascuno di noi, alla mia storia. La sonnolenza dei discepoli rimane lungo i secoli l’occasione favorevole per il potere oscuro e di proditoria astuzia del Maligno in tutte le sue varie manifestazioni, oggi soprattutto nel proliferare di sette deviate, di forme deviate di cristianesimo fino a un satanismo a buon mercato, che comunque è un satanismo che si sta diffondendo mediaticamente anche nella vita dei giovani .Il tormento dei corpi cioè la possessione, pur essendo una realtà sconvolgente e drammatica, è rarissima. Vessazioni, ossessioni, malefici sono la punta di un iceberg. E’ della massa sommersa che dobbiamo preoccuparci di più. Questa sonnolenza è un intorpidimento dell’anima che non si lascia più scuotere dal potere del Maligno nel mondo, da tutta l’ingiustizia e da tutta la sofferenza che devastano la terra e dalla Risurrezione di Cristo che è la nostra forza. E’ un’insensibilità che preferisce non percepire tutto ciò, si tranquillizza col pensiero che tutto, in fondo, non è poi tanto grave, per poter così continuare nell’autocompiacimento della propria esistenza  secolarizzata, soddisfatta di se stessa. Ma questa insensibilità delle anime, questa mancanza di vigilanza sia per la vicinanza, la presenza continua di Dio nella e attraverso la sua Chiesa e sia per la potenza sempre più incombente del male conferisce al Maligno un potere nel mondo.
“Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifissoE’ risorto, non è qui” (Mc 16,6). Così il messaggero di Dio, parla alle donne che cercano il corpo di Gesù nella tomba, come abbiamo pregato nella veglia e sono, pien3e di amore, le prime testimoni della Risurrezione. Ma la stessa cosa Lui risorto ci ha detto nella notte santa anche a noi, a ciascuno di noi, a me:Non ridurre Gesù a un personaggio del passato da imitare, che ha liberato dal Maligno allora, che ha guarito e consolato allora. Egli vive e opera oggi, libera, guarisce, consola qui e ora, questa sera come allora attraverso il mio stare davanti alla sua presenza eucaristica, attraverso i sacramenti e i sacramentali, come questa preghiera che culmina con il sacramentale dell’unzione e la benedizione eucaristica. E anche pochi che ci credono, anche uno in una famiglia, rende possibile l’azione del Risorto per molti. E’ significativo quanti oggi sono attratti anche da presunte apparizioni di Maria, mai raggiunta dal Maligno e potente nel chiedere la liberazione, la guarigione, la consolazione. E ogni apparizione significa che non è solo una donna di allora, ma è viva oggi anche con il suo corpo, come saremo noi e può molto per la liberazione, la guarigione, la consolazione.

(258) 1. Nei cieli un grido risuonò: alleluia!Cristo Signore trionfò! Alleluia! R) Alleluia, alleluia, alleluia!
2. Morte di croce egli patì, alleluia! Ora al suo cielo risalì, alleluia! R) Alleluia,
3. Cristo ora è vivo in mezzo a noi, alleluia! Noi risorgiamo insieme a lui, alleluia! R) Alleluia,
4. Tutta la terra acclamerà: alleluia! E tutto il cielo griderà: alleluia! R) Alleluia,
5. Gloria alla santa Trinità, alleluia! Ora e per l’eternità, alleluia! R) Alleluia,

Il servo di Dio Paolo VI , Benedetto XVI e oggi Papa Francesco insegnano in continuità quello che ha rivelato Gesù che il Maligno è un essere vivo, il nemico occulto  e che si esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico non coglierlo come persona, come il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana con tentazioni di ogni sorta, con persecuzioni, tribolazioni, influssi nocivi, infortuni, malattie di ogni genere. Ma incontrando Cristo si può non soccombere nella tentazione ed essere continuamente liberati.
Benedetto XVI il 15 agosto nel 2007 commentando il n.12 dell’Apocalisse ha visto nel Dragone, uno dei nomi del demoniaco, il potere anticristiano degli imperatori da Nerone a Domiziano, ma anche le grandi dittature del secolo scorso, il nazismo e il comunismo staliniano e oggi le  ideologie che trattano l’uomo come un animale, non più libero, da gestire solo con la scienza  e la tecnica, dissolvendo tutte le religioni e le democrazie. Con un potere finanziario e mediatico in mano di pochi sembra oggi impossibile pensare a un Dio che ha creato l’uomo libero, responsabile, capace di amare e che si è fatto bambino e che, risorto da morte, sarebbe il vero dominatore del mondo. Anche adesso questo Dragone appare invincibile di fronte ad una Chiesa descritta nell’icona di una donna con il bambino, come nel passato, ma anche adesso resta vero che Dio, per chi con fede si affida a lui, è più forte del Dragone e solo la verità e l’amore hanno, se non il presente, il futuro dalla loro parte. E in una conferenza del 1962 affermava che senza lo spazio pubblico alla verità cioè a Dio la politica scivola negli idoli cioè nei demoni e non è più possibile nemmeno la democrazia.
 E in continuità Papa Francesco nell’Omelia  del 14 marzo 2013 “Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio”. E nel discorso ai Cardinali del 15 marzo 2013: “Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno; non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa”. Alcuni anni fa in Argentina è stato legalizzato il “matrimonio omosessuale”. Prima che quella legge venisse promulgata, il cardinale Bergoglio, nel quadro dell’insegnamento biblico ed della Tradizione cattolica, scrisse una lettera ai quattro monasteri di clausura del sua diocesi per supplicare di pregare il Signore affinché i senatori argentini votassero contro il matrimonio gay. E’ un documento in continuità con tutta la Tradizionecattolica, con il Concilio Vaticano II che parla 19 volte del diavolo.”Care sorelle, scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una  situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia. Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. E’ in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. E’ in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto che avvenga con un padre e una madre. E’ in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori. Ricordo una  frase di Santa Teresa quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata in Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: una invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, di moltiplicarsi e dominare la terra. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità. Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge e che confondono e ingannano persino le persone di buona volontà. Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria. Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: “Questa guerra non è vostra ma di Dio”. Che ci soccorrano, difendano e accompagnino la guerra di Dio”. Nella semplicità di questa lettera c’è la continuità del quadro biblico ed ecclesiastico in continuità nella Chiesa fino al 1969. Il peccato, fin dalle origini, è effetto della volontà dell’uomo stesso ma dietro l’istigazione e l’influsso di Satana: non abbandonarci nella tentazione e liberaci dal Maligno ci ha insegnato a pregare Gesù: ogni mattina e ogni sera il Padre nostro. Il peccato, il male nel mondo si colloca non in una generica lotta tra il bene e il male, ma nello scontro tra Dio e Satana, tra il Regno di Dio e l’azione contraria di Satana a Cristo risorto, presente e quindi alla verità, all’amore, all’uomo. Ma pregando  non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal male del Maligno tu Risorto, presente qui e ora, possiamo non avere paura ed essere liberati dal male, guariti, consolati.

(310) 1. Quanta sete nel mio cuore: solo in Dio si spegnerà. Quanta attesa di salvezza: solo in Dio si sazierà. L’acqua viva ch’egli dà sempre fresca sgorgherà. R) Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia.
2. Se la strada si fa oscura spero in Lui: mi guiderà. Se l’angoscia mi tormenta, spero in Lui: mi salverà. Non si scorda mai di me, presto a me riapparirà. R) Il Signore…
3. Nel mattino io t’invoco: tu, mio Dio, risponderai. Nella sera rendo grazie: tu, mio Dio, ascolterai. Al tuo monte salirò e vicino ti vedrò. R) Il Signore…

Venire processionalmente, incominciando da quelli in fondo alla Chiesa, per l’unzione con l’olio benedetto, è il sacramentale cioè l’essere raggiunti, toccati dal Risorto mentre abbiamo presenti quelle speranza di liberazione, di guarigione, di consolazione, per cui siamo qui convenuti questa sera in preghiera, con sempre all’orizzonte la grande speranza, la speranza affidabile, la meta. Attendendo seduti possiamo tornare, attraverso i figli, su qualche punto che lo Spirito santo ci ha fatto particolarmente comprendere, gustare e a cui convertirci in rapporto al nostro vissuto personale, coniugale, comunitario, sociale e quindi cantare o ascoltare il canto proposto.

Per la benedizione eucaristica

(67) 1. O Gesù ti adoro, ostia candida, sotto un vel di pane, nutri l’anima, solo in te il mio cuore si abbandonerà. Perché tutto è vano se contemplo te.
2. Ora guardo l’ostia, che ti cela a me, ardo dalla sete di vedere te: quando questa carne si dissolverà, il tuo viso luce, si disvelerà. Amen

Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi, soprattutto in quest’Anno della fede, i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

Dio sia benedetto

Ed ora il sacramentale dell’acqua benedetta, esorcizzata

Preghiamo. O Dio, per salvare tutti gli uomini hai racchiuso nell’acqua i segni più grandi della tua grazia. Ascolta la nostra preghiera e infondi in quest’acqua la tua + benedizione perché assunta a servizio dei tuoi misteri, sia portatrice dell’efficacia della tua grazia per mettere in fuga i demoni e debellare le malattie. Tutto ciò che con essa verrà asperso sia liberato da ogni influsso del Maligno; nelle dimore dei tuoi fedeli non abiti più lo spirito del Male e sia allontanata ogni insidia. Grazie all’invocazione del tuo santo nome, possano i tuoi fedeli uscire illesi da ogni assalto del nemico. Per Cristo nostro Signore.

Amen

Prossimo incontro anziché il secondo martedì, 14 maggio, sarà il primo, 7 maggio. Il 14 accompagno un pellegrinaggio a Medugorje e vi ricordo tutti..

(315) Regina coeli

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