mercoledì 13 marzo 2013

Per la Chiesa si stanno peparando tempi molto difficili‏


Per la Chiesa si stanno preparando tempi molto difficili e la sua vera crisi è appena  cominciata. Ma come Chiesa della fede conoscerà un nuova fioritura ed apparirà agli uomini come la patria, che ad essi dà vita e speranza oltre la morte

Joseph Ratzinger fin dal 24 dicembre del 1969, a conclusione di lezioni radiofoniche, pubblicate dalla Queriniana nel 1971 in “Fede futuro”, ha profeticamente intravisto la situazione attuale: “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti
come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto. A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, che ha già fatto fallimento con Gobel, ma la Chiesa della fede. Certo essa non sarà mai più la forza dominante della società, nella misura in cui lo era fino a poco tempo fa. Ma la chiesa conoscerà una nuova fioritura ed apparirà agli uomini come la patria, che ad essi dà vita e speranza oltre la morte”.
Le dimissioni di Benedetto XVI, all’inizio della Quaresima, possono iniziare un profondo rinnovamento della Chiesa, una specie di conversione pastorale. Per il card. Christoph Schonborn, celebrando la quarta Domenica di quaresima nella  sua Chiesa di Gesù Divino Lavoratore con il Vangelo del Padre misericordioso, “ tutti abbiamo bisogno di conversione. Certo, i cardinali hanno più bisogno di conversione di tutti. È un processo duro, all’inizio, ma è un processo che si conclude nella gioia”.
Secondo lui scegliere un papa è un gesto diverso da un’elezione politica. Non si tratta di scegliere il direttore generale di una multinazionale, ma il capo spirituale di una comunità di fede. Per questo serve prima di tutto una persona che abbia qualità religiose, un uomo di fede e del Vangelo, un uomo credibile.
Il Conclave è un momento espressamente liturgico: nella Cappella Sistina, la cappella più ricca di significato al mondo, non si discute, si prega. Non ci sono più gruppi e partiti, si compie un atto spirituale. Naturalmente, ci sono poi anche aspetti umani.
Serviranno sicuramente delle qualità manageriali. Ma non è questa la prima qualità. Tutto dipende dalla sua capacità di essere un uomo di fede. Naturalmente, si guarderà anche alle altre qualità del cardinale, ad esempio se ha guidato una diocesi, oppure alle sue qualità umane. Ma questi sono requisiti elementari, per così dire. La caratteristica decisiva è quella di essere un uomo del Vangelo – le altre qualità, più sono meglio è, ma saranno tutte inutili senza questo alto spessore spirituale.
Secondo Schonborn nelle Congregazioni Generali si è parlato con grande libertà riscontrando luci, ma anche delle ombre presenti nella Chiesa. Ma secondo lui si è parlato con verità, tranquillità e speranza. E questo è possibile solo quando c’è libertà che viene dalla verità.
Certo la rinuncia del Papa è stato un atto di straordinaria libertà. Con il suo gesto, ha reso visibile che la norma umana più alta e vincolante è sempre una scelta libera e personale compiuta in coscienza in dialogo con Dio. E accanto a questa “libertà interiore”, Benedetto ha mostrato che un papa può vivere in libertà anche nei suoi gesti esteriori. Con lo sguardo alla sua storia, si può affermare che il centro della Chiesa universale non è mai stato così libero come oggi.

Nessun commento:

Posta un commento