mercoledì 11 gennaio 2012

Concilio nel Catechismo

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ponendosi nella linea  del rinnovamento nella continuità dinamica o Tradizione, è un autentico frutto del Concilio Vaticano II, un compendio di tutta la dottrina cattolica e un testo sicuro per i catechismi locali

La Congregazione per la Dottrina della Fede, con la data del 7 gennaio 2012, ha dato una Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della Fede, che avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII, e nel ventesimo anniversario della sua interpretazione nella continuità riformatrice cioè il Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal magistero del beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).
Con la Lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011 il Santo padre Benedetto XVI ha indetto un
Anno della fede come occasione propizia perché tutti fedeli comprendano più profondamente e il fondamento della fede cristiana e, nell’incertezza di questo periodo storico e di questa società, la certezza della fede completa della Chiesa attraverso l’autentico frutto del Concilio Vaticano II cioè il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio. La chiarezza e la bellezza della fede cattolica sono ciò che rendono luminosa la vita dell’uomo anche oggi! Questo in particolare se viene presentata da testimoni entusiasti ed entusiasmanti.
-         Fondamento ieri, oggi e sempre della fede cristiana è “l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (Deus caritas est, 1). Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il suo splendore. Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare, perché il Signore conceda a ciascuno, nelle varie età, vocazioni, negli inediti problemi e possibilità degli attuali ambienti di vita, di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani. E il Concilio, secondo il Papa Giovanni XXIII, ha voluto trasmettere “pura e integra la dottrina, senza attenuazioni e travisamenti”, impegnandosi affinché “questa dottrina certa e immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo”. Al riguardo, resta l’importanza decisiva l’inizio della Costituzione dogmatica  Lumen gentium: “Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa” (LG 1). A partire dalla luce di Cristo che purifica, illumina e santifica nella celebrazione della sacra liturgia (SC) e con la sua parola divina (DV), il Concilio ha voluto approfondire l’intima natura della Chiesa (LG) e il suo rapporto con il mondo contemporaneo(GS). Attorno alle sue quattro Costituzioni, veri pilastri del Concilio, si raggruppano le dodici Dichiarazioni e Decreti, che affrontano alcune delle maggiori sfide del tempo. Dopo il Concilio, la Chiesa si è impegnata nella recezione e nella applicazione del suo ricco insegnamento, in continuità con tutta la Tradizione, sotto la guida sicura del Magistero. All’origine del vero c’è la Tradizione che in continuità viene dagli Apostoli, ed è all’interno di una comunità già costituita che i libri santi, ispirati sono stati composti,  ricevuti, compresi progressivamente.
-         Sin dall’inizio del suo Pontificato, Papa Benedetto XVI si è impegnato decisamente per una corretta comprensione del Concilio Vaticano II alla luce della Tradizione ovvero alla luce dell’insegnamento divino – apostolico che perdura in tutti i tempi  e mai si interrompe e la cui anima è il Signore che parla attraverso la Scrittura e si dona personalmente nei sacramenti. Egli ha respinto come erronea la cosi detta “ermeneutica della discontinuità e della rottura”promovendo quella che lui stesso ha denominato “l’ermeneutica della riforma”, del rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto – Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino. E il Catechismo della Chiesa Cattolica, ponendosi in questa linea, da una parte è “un autentico frutto del Concilio Vaticano II”, e dall’altra punta a farne la recezione. Il Catechismo esprime la Tradizione cioè la coscienza della comunità ecclesiale che vive ora, ricca della memoria di tutta la sua vicenda storica poiché la fede è sempre la stessa e insieme sorgente di luci sempre nuove. Da una parte riprende l’antico ordine seguito dal Catechismo di san Pio V cui si è rifatto san Pio X con il Piccolo Catechismo, articolando il contenuto in quattro parti: Il Credo; la Sacra Liturgia nella quale il Signore parla qui e ora attraverso la Scrittura e si dona personalmente nei Sacramenti, l’Eucaristia in particolare; l’agire cristiano, esposto a partire dai comandamenti; ed infine la preghiera cristiana. Ma nel medesimo tempo, com’era la finalità del Concilio, il contenuto è spesso espresso in modo “nuovo”, per rispondere agli interrogativi della nostra epoca segnata da inediti problemi e nuove possibilità.  Questo Catechismo è “uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale” e “una norma sicura per l’insegnamento della fede”. In esso i contenuti della fede trovano “la loro sintesi sistematica e organica. Qui, infatti, emerge la ricchezza di insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito ed offerto nei suoi duemila anni di storia. Dalla Sacra Scrittura ai Padri della Chiesa, dai Maestri di teologia ai Santi che hanno attraversato i secoli, il Catechismo offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede”. La certezza della fede completa della Chiesa, la chiarezza e la bellezza della fede cattolica sono ciò che rendono luminosa la vita dell’uomo anche oggi e nell’Anno della fede può contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta del dono grande della fede, affinché tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili, gioiosi,  entusiasti ed entusiasmanti della presenza del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la “porta della fede”. Questa “porta” spalanca lo sguardo di ogni uomo su Gesù Cristo che rivela chi è Dio Padre e chi è ogni uomo del suo amore, Gesù Cristo presente in mezzo a noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20) Egli ci mostra come “l’arte del vivere” si impara “in un intenso rapporto con Lui”, che ci parla attraverso la Scrittura e si dona in persona nei sacramenti, l’Eucaristia e la Penitenza in particolare, nella preghiera e nel vissuto cristiano. Ci ama non perché siamo buoni ma perché Lui è buono e vuole portarci liberamente alla sua amicizia, non guarda quante volte cadiamo ma quanto ci rialziamo con la grazia del suo perdono. “Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede”.
La Congregazione per la Dottrina della Fede, con il contributo del Comitato per la preparazione dell’Anno della fede, ha offerto la Nota con alcune indicazioni a livello di Chiesa universale, di Conferenze Episcopali, a livello diocesano con una giornata sul Catechismo della Chiesa Cattolica trattando temi come “l’annuncio del Cristo risorto”, “la Chiesa Sacrarnento di salvezza”, “la missione evangelizzatrice nel mondo d’oggi”, “fede e incredulità”, “fede, ecumenismo e dialogo interreligioso”, “fede e vita eterna”, “l’ermeneutica della riforma nella continuità”, “il Catechismo nella cura pastorale ordinaria” e durante la quaresima un esame di coscienza per i peccati contro la fede, che sono i più gravi. C’è un invito a verificare i Catechismi usciti quanto sono conformi al Catechismo e un invito alle Scuole che si qualificano come cattoliche di utilizzare il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica o l’Yucat. Ci sono indicazioni per le parrocchie, le famiglie, la comunità, le associazioni, i movimenti ad adottare questi strumenti, spiegati e utilizzati. E’ una prospettiva meravigliosa, di cui far notizia!

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