giovedì 1 dicembre 2011

La questione di Dio oggi

Una mentalità che è andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando ad ogni riferimento al trascendente, si è dimostrata incapace di comprendere e preservare l’umano

“Mi sembra particolarmente importante aver voluto affrontare quest’anno, nell’Assemblea Plenaria, il tema di Dio: “La questione di Dio oggi”. Non dovremmo mai stancarci di riproporre tale domanda, di “ricominciare da Dio”, per ridare all’uomo la totalità delle sue dimensioni, la sua piena dignità. Infatti, una mentalità che è andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando a ogni riferimento al trascendente, si è dimostrata incapace di comprendere e preservare  l’umano. La diffusione di questa mentalità ha generato la crisi che viviamo oggi, che è crisi di significato e di valori, prima che crisi economica e sociale. L’uomo che cerca di esistere soltanto positivisticamente, nel calcolabile e nel misurabile alla fine rimane soffocato. In questo quadro, la
questione di Dio è, in un certo senso, “la questione delle questioni”. Essa ci riporta alle domande di fondo dell’uomo, alle aspirazioni di verità, di felicità e di libertà insite nel suo cuore, che cercano una realizzazione. L’uomo che risveglia in sé la domanda su Dio si apre alla speranza, ad una speranza affidabile, per cui vale la pena affrontare la fatica del cammino presente (Spe salvi, 1).
Ma come risvegliare la domanda di Dio, perché sia la questione fondamentale? Cari amici, se è vero che all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona” (Deus caritas est, 1), la domanda su Dio è risvegliata dall’incontro con chi ha il dono della fede, con chi ha un rapporto vitale con il Signore. Dio viene conosciuto attraverso uomini e donne che lo conoscono: la strada verso di Lui passa, in modo concreto, attraverso chi l’ha incontrato. Qui il vostro ruolo di fedeli laici è particolarmente importante. Come osserva la Christifideles laici, è questa la vostra specifica vocazione: nella missione della Chiesa “…un posto particolare compete ai fedeli laici, in ragione della loro “indole secolare”, che li impegna, con modalità proprie e insostituibili, nell’animazione cristiana dell’ordine temporale” (n. 36). Siete chiamati ad offrire una testimonianza trasparente della rilevanza della questione di Dio in ogni campo del pensare e dell’agire. Nella famiglia, nel lavoro, come nella politica e nell’economia, l’uomo contemporaneo ha bisogno di vedere con i propri occhi e di toccare con mano come con Dio o senza Dio tutto cambia.
Ma la sfida di una mentalità chiusa al trascendente obbliga anche gli stessi cristiani a tornare in modo più deciso alla centralità di Dio. A volte ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell’economia risultasse più incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte. In realtà i cristiani non abitano un pianeta tanto lontano, immune dalle “malattie” del mondo, ma condividono i turbamenti, il disorientamento e le difficoltà del loro tempo. Perciò non meno urgente è riproporre la questione di Dio anche nello stesso tessuto ecclesiale. Quante volte, nonostante il definirsi cristiani, Dio di fatto non è il punto di riferimento centrale nel modo di pensare e di agire, nelle scelte fondamentali della vita. La prima risposta alla grande sfida del nostro tempo sta allora nella profonda conversione del nostro cuore, perché il Battesimo che ci ha resi luce del mondo e sale della terra possa veramente trasformarci.
Cari amici, la missione della Chiesa ha bisogno dell’apporto di tutti i suoi membri e di ciascuno, specialmente dei fedeli laici. Negli ambienti di vita in cui il Signore vi ha chiamati, siate testimoni coraggiosi del Dio di Gesù Cristo, vivendo il vostro Battesimo. Per questo vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria, madre di tutti i popoli, e di cuore imparto a voi e ai vostri cari la Benedizione Apostolica” (Benedetto XVI, Ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per i laici, 25 novembre 2011).

Se la questione di Dio è la questione delle questioni nella famiglia, nel lavoro, come nella politica e nell’economia, e la strada verso di Lui passa, in modo concreto, attraverso chi l’ha incontrato i fedeli laici che vivono e operano nell’ambiente dove vivono e operano hanno un ruolo fondamentale nella nuova evangelizzazione. Benedetto XVI, rifacendosi al tema della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” ha constatato una straordinaria cascata di luce, di gioia e di speranza non solo per chi è convenuto a Madrid ma anche nella vecchia Europa e nel mondo intero, riproponendo in modo chiaro l’attualità della ricerca di Dio. Nessuno è potuto rimanere indifferente, nessuno ha potuto pensare che la questione di Dio sia irrilevante per l’uomo di oggi: con Dio o senza Dio che in Gesù possiede un volto umano e che ci ha amato sino alla fine tutto cambia.

Nessun commento:

Posta un commento