sabato 25 giugno 2011

Medjugorire

In tanti a Medjugorire hanno cambiato vita

Era il 24 giugno del 1981, trent’anni fa, quando su quel sentiero apparve una figura femminile luminosa che il giorno dopo a sei veggenti si sarebbe presentata come la Vergine Maria. Ma la visione più sconvolgente sarebbe avvenuta all’indomani, il 26 giugno, con la “Gospa”, la Signora in croato, che invoca la pace e lancia un accorato appello alla riconciliazione fra Serbi, Croati e Musulmani. Esattamente dieci anni più tardi, il 26 giugno 1991, la Jugoslavia si spacca con il suo sanguinoso strascico di guerre e di atrocità efferrate. Il messaggio di Medjugorie acquista una sua tragica attualità. Le visioni e i messaggi della Madonna sarebbero proseguiti negli anni ad appuntamenti fissino e continuano ancora oggi, sostengono i veggenti. Nel settembre del 1981, nel primo Convegno dei Movimenti a Cstelgandolfo, mi incontrai con due sacerdoti della Bosnia – Erzegovina. All’invito
per questo presunto avvenimento soprannaturale andai proprio nel momento in cui il parroco di Medjugorie, Padre Jozo, era stato imprigionato e il Vescovo di Mostar non escludeva allora l’origine soprannaturale. Di ritorno presentai a don Luigi Giussani la proposta di una raccolta di firme per la sua liberazione di Padre Jozo, raccolta che il Sabato alla fine di ottobre di quell’anno lanciò ottenendo la riduzione della detenzione da tre anni ad un anno. Vi ritornai nel 1984 e dal 2000 accompagno, come per ogni vescovo e sacerdote si richiede finché la Chiesa non si pronuncia, un pellegrinaggio annuale  di un centinaio di persone organizzato qui a Verona da Raffaella Tezza. Quest’anno è avvenuto dal 21 al 26.
Con trenta milioni di pellegrini in trent’anni si tratta ormai di un fenomeno  davanti al quale sia i teologi che i fedeli sono chiamati a non rimanere passivi affinché la decisione finale sull’autenticità delle presunte apparizioni sia il frutto di un discernimento condiviso da tutti. L’avvenimento ha assunto un’importanza tale da non poter lasciare indifferenti tant’è vero che il Papa ha voluto “avocare a sé, con l’aiuto di una Commissione internazionale, la decisione ufficiale sulla veridicità delle “visioni” e dei messaggi”.
Medjugorie oggi è una meta di pellegrinaggi e anche un punto di riferimento per molti in tutto il mondo, soprattutto italiani. Lo sto constatando come confessore in una parrocchia della città di Verona. Numerose persone lì hanno sperimentato un di più della presenza di Gesù Cristo attraverso Maria che ha toccato e cambiato la loro vita non tralasciando più la partecipazione alla Messa domenicale, la Confessione mensile, preghiera quotidiana e digiuno settimanale, gesti di bontà e carità. Davanti a tanti che hanno vissuto una concreta esperienza positiva di incontro sacramentale con Gesù Cristo, quindi di conversione dando alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva non si può più non tenerne conto e ringraziare il Signore.
Una Commissione è al lavoro con questi criteri:
-          il primo punto riguarda la credibilità dei “veggenti”. A Medjugorie i medici e gli esami scientifici hanno escluso che si tratti di persone allucinate o malate. Sono persone normali, oggi padri e madri di famiglia che danno una testimonianza semplice di vita cristiana.
-          Il secondo punto riguarda il contenuto dei numerosi messaggi: in nessuno di essi si è trovato qualcosa che sia contro l’ortodossia della Chiesa come Il Catechismo e il Compendio la propone. Anzi rivelano una caratteristica di essenzialità evangelica: invitano innanzitutto e continuamente alla preghiera, al digiuno, alla pace, alla concordia, alla fraternità frutto dell’incontro sacramentale, ecclesiale con Gesù Cristo. E sono evangelici anche nello stile, poiché lasciano sempre spazio alla responsabilità e alla libertà personale: Dio non può costringere creature create libere, perché un rapporto costretto non sarebbe più un rapporto di amore conforme alla natura di Dio, che è amore, e di chi è creato a sua immagine e somiglianza di Dio. Chi si reca a Medjugorie, e io l’ho constato fin dall’inizio, rimane colpito dal clima di preghiera non organizzato da nessuno e di intima comunione con Dio. Ciò che mi ha colpito fin dal settembre del 1981 vedere una quarantina di frati che confessavano su sedie nel prato. Certo esistono anche incomprensioni attorno al fenomeno, ma sembra non di dover addebitarle ai “veggenti” o alle “apparizioni”, perché dipendono piuttosto dalla situazione storica, dalla situazione ambientale e pastorale del luogo.
-          I frutti positivi sono soprattutto il gran numero di chi si accosta al sacramento della Riconciliazione, partecipa alla Celebrazione e Adorazione eucaristica in connubio con la “Caritas”, la premura per l’altro: quante opere lo testimoniano!
La decisione finale sulla soprannaturalità degli avvenimenti spetterà al Papa. Ma già la Chiesa nel 1991 con la dichiarazione di Zara della Conferenza episcopale si pronunciò in modo “attendista”, sospendendo cioè il giudizio. Certo quel documento chiedeva ai vescovi e ai sacerdoti di non organizzare pellegrinaggi ma eventualmente di accompagnare per il ministero quelli organizzati dai fedeli laici.
Ci sono i dieci messaggi segreti dati ai presunti veggenti. La Rivelazione si è conclusa con Cristo e quindi ogni ulteriore messaggio, anche quelli mariani, non fanno altro che riprendere quello che è già stato rivelato dal Figlio di Dio rapportandolo a nuove possibilità e a nuovi problemi. Come ricorda san Tommaso sono profezie che accadono, come dono dello Spirito, nella Chiesa, che è fondata in continuità dinamica sugli Apostoli. I messaggi segreti appartengono al genere “apocalittico” e con essi in realtà Maria vuole mantenere viva, in momenti difficili, la grande speranza nella destinazione eterna di ogni singolo e dell’umanità, del cosmo. Il cammino storico è continuamente osteggiato dal male sia del Maligno e sia dell’uso negativo del libero arbitrio. La Madonna invita a vigilare perché non si ceda a compromessi, non ci si addormenti nella superficialità nel modo di pensare e di comportarsi. E per questo l’invito continuo ad innalzare a Dio la mente e il cuore nella preghiera.

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