sabato 4 dicembre 2010

Nuova evangelizzazione

Viviamo in un’epoca nella quale è necessaria una nuova evangelizzazione

Santo Padre, il contributo della Chiesa per la crescita della civiltà è sempre stato di grande rilievo. Oggi, invece, in molti paesi si va sempre più diffondendo un atteggiamento di disprezzo e, sempre più, anche di vera e propria ostilità nei confronti della religione cristiana. Cosa è successo?”
“Innanzitutto bisogna dire che lo  sviluppo del progressismo moderno e della scienza ha creato una mentalità per la quale si crede di potere rendere superflua “l’ipotesi Dio”, per dirla con Laplace.  Oggi l’uomo crede di potere tutto quello che prima aveva atteso unicamente da Dio. Per quel modello di pensiero, che si ritiene scientifico, le cose della fede sono arcaiche, mitiche, appartenenti ad una civiltà ormai superata. Così la religione, ed in ogni caso quella cristiana, viene relegata tra le cose del passato. Già nel diciottesimo secolo l’Illuminismo proclamava che un giorno sarebbe scomparso anche il Papa, il Dalai Lama d’Europa. L’illuminismo avrebbe definitivamente eliminato simili arretratezze mitiche.

E’ un problema legato all’autorità, in una società liberista che non ammette le si dica più niente, oppure il problema è di comunicazione, di una Chiesa che con valori apparentemente tramandati e con concetti come pentimento e conversione non riesce più a comunicare se stessa?
Direi che si tratta di entrambe le cose. Quel modo di pensare di cui parlavamo, che ha registrato molte conquiste e che ha in sé molto di giusto, ha modificato l’atteggiamento di fondo dell’uomo nei confronti della verità. L’uomo non cerca più il mistero, il divino, ma si crede certo che un giorno la scienza ci spiegherà quello che ancora non capiamo. E’ solo questione di tempo, si pensa, poi avremo potere su ogni cosa.
In tal modo la scientificità è divenuta la categoria più alta in assoluto. Di recente, guardando il telegiornale mi è venuto da ridere: si annunciava che si sarebbero riusciti a provare scientificamente l’utilità della tenerezza della mamma nei confronti dei suoi bambini. Certo, indagini di questo tipo si possono considerare follie ovvero un concetto di scienza errato, infantile e populistico; e tuttavia si tratta di idee che fanno intravvedere un modello; e cioè un modo di pensare per il quale la fede nel mistero, nell’opera di Dio, tutta la dimensione religiosa, in quanto “non scientifica”, è giudicata non valida, priva di ragion d’essere.
E l’altro?
L’altro consiste nel fatto che proprio la scienza dal canto suo riconosce i propri limiti, molti scienziati oggi affermano che l’insieme delle cose da qualche parte deve pure essere giunto, e che dunque dobbiamo porre di nuovo questa domanda. Con ciò si sviluppa una nuova comprensione del religioso; non come fenomeno mitologico, di natura arcaica, bensì come scaturente dall’intimo rapporto con il Logos, cioè così come il vangelo in realtà ha voluto ed annunciato la fede.
Ma come detto, in questo grande contesto la religiosità deve rigenerarsi e trovare così nuove forme espressive e di comprensione (ecco il senso di nuova evangelizzazione). L’uomo di oggi non capisce più immediatamente che il Sangue di Cristo sulla Croce è stato versato in espiazione dei nostri peccati. Sono formule grandi e vere, e che tuttavia non trovano più posto nella nostra forma mentis e nella nostra immagine del mondo; che devono essere per così dire tradotte e comprese in modo nuovo. (Ecco come il 19  ottobre 2006 a Verona il Papa le ha tradotte:la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza cristiana, dall’inizio e fino alla fine dei tempi. Si tratta di un grande mistero, certamente, il mistero della nostra salvezza, che trova nella risurrezione del Verbo incarnato il suo compimento e insieme l’anticipazione e il pegno della nostra speranza. Ma la cifra di questo mistero è l’amore e soltanto nella logica dell’amore esso può essere accostato e in qualche modo compreso: Gesù Cristo risorge dai morti perché tutto il suo essere è perfetta ed intima unione con Dio, che è l’amore davvero più forte della morte. Egli era una cosa sola con al Vita indistruttibile e pertanto poteva donare la propria vita lasciandosi uccidere, ma non poteva soccombere definitivamente alla morte: in concreto nell’Ultima Cena egli ha anticipato e accettato per amore la propria morte in croce, trasformandola così nel dono di sé, quel dono che ci dà la vita, ci libera e ci salva. La sua risurrezione è stata dunque come un’esplosione di luce, un’esplosione dell’amore che scioglie le catene del peccato e della morte. Essa ha inaugurato una nuova dimensione della vita e della realtà, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé).
Dobbiamo nuovamente capire, ad esempio, che il concetto di male ha davvero bisogno di essere riconcepito. Non lo si può mettere semplicemente da un canto e dimenticarlo. Deve essere riconcepito e trasformato dal suo interno.
Che significa?
Significa che veramente viviamo in un’epoca nella quale è necessaria una nuova evangelizzazione; nella quale l’unico Vangelo deve essere annunciato nella sua razionalità grande ed immutata, ed insieme in quella potenza che supera quella razionalità, in modo tale da giungere in modo nuovo ad nostro pensare ed alla nostra comprensione” (Benedetto XVI, Luce del mondo, pp.190-193).

L’uomo rimane certamente sempre lo stesso, nonostante tutti i cambiamenti. Non ci sarebbero ancora tanti credenti se nell’intimo del loro cuore essi non comprendessero questo:”Sì, quello che la religione annuncia è ciò di cui abbiamo bisogno. La sola scienza, isolandosi e autonomizzandosi, non riempie tutta la nostra vita; ne soddisfa unicamente un ambito, che certo ci offre grandi cose, e tuttavia la scienza a suo volta dipende dal fato che l’essere umano rimanga tale”. Il progresso ha aumentato le nostre capacità, ma non la nostra grandezza e potenza morale e umana. Per mezzo dei grandi travagli del nostro tempo riconosciamo sempre più la necessità di ritrovare un equilibrio interiore, comprendiamo che abbiamo bisogno anche di una crescita spirituale cioè metterci alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino con una nuova evangelizzazione, scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la luce che illumina la stroia e aiuta a trovare la via verso il futuro.

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