giovedì 2 dicembre 2010

Giuliana di Norwich

L’ottimismo vero si fonda sulla certezza di essere amati da Dio e di essere protetti dalla sua Provvidenza

“Le donne e gli uomini che si ritirano per vivere in compagnia di Dio, (come la mistica Giuliana di Norwich vissuta dal 1342 al 1430), proprio grazie a questa loro scelta, acquisiscono un grande senso di compassione per le pene e le debolezze degli altri. Amiche ed amici di Dio, dispongono di una sapienza che il mondo, da cui si allontanano, non possiede e, con amabilità, la condividono con coloro che bussano alla loro porta. Penso, dunque, con ammirazione  con riconoscenza, ai monasteri di clausura femminili e maschili che, oggi più che mai, sono oasi di pace e di speranza, prezioso tesoro per tutta la Chiesa, specialmente nel richiamare il primato di Dio e l’importanza di una preghiera costante e intensa per il cammino di fede.

Fu proprio nella solitudine abitata da Dio che Giuliana di Norwich compose le Rivelazioni dell’Amore divino, di cui ci sono giunte due redazioni, una più breve, probabilmente la più antica, ed una più lunga. Questo libro contiene un messaggio di ottimismo fondato sulla certezza di essere amati da Dio e di essere protetti dalla sua Provvidenza. Leggiamo in questo libro le seguenti stupende parole: “Vidi con assoluta sicurezza… che Dio prima ancora di crearci ci ha amati, di un amore che non è mai venuto meno, né mai svanirà. E in questo amore Egli ha fatto tutte le sue opere, e in questo amore Egli ha fatto in modo che tutte le sue cose risultino utili per noi, e in questo amore la nostra vita dura per sempre… In questo amore noi abbiamo il nostro principio, e tutto questo noi lo vedremo in Dio senza fine” (Il libro delle rivelazioni, cap. 86p. 320).
Il tema dell’amore divino ritorna spesso nelle visioni di Giuliana di Norwich che, con una certa audacia, non esita a paragonarlo anche all’amore materno. E’ questo uno dei messaggi più caratteristici della sua teologia mistica. La tenerezza, la sollecitudine e la dolcezza della bontà di Dio verso di noi sono così grandi che, a noi pellegrini sulla terra, evocano l’amore di una madre per i propri figli. In realtà, anche i profeti biblici a volte hanno usato questo linguaggio che richiama la tenerezza, l’intensità e la totalità dell’amore di Dio, che si manifesta nella creazione e in tutta la storia della salvezza e ha il culmine nell’Incarnazione del Figlio. Dio, però, supera sempre ogni amore umano, come dice il profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il Figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Giuliana ha compreso il messaggio centrale per la vita spirituale: Dio è amore e solo quando ci si apre, totalmente e con fiducia totale, a questo amore e si lascia che esso diventi l’unica guida dell’esistenza, tutto viene trasfigurato, si trovano la vera pace e la vera gioia e si è capaci di diffonderle intorno a sé.
Vorrei sottolineare un altro punto. Il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta le parole di Giuliana di Norwich quando espone il punto di vista della fede cattolica su un argomento che non cessa di costituire una provocazione per tutti i credenti (nn. 304 – 314). Se Dio è sommamente buono e sapiente, perché esistono il male e la sofferenza degli innocenti? Anche i santi, proprio i santi, si sono posti questa domanda. Illuminati dalla fede, essi ci danno una risposta che apre il nostro cuore alla fiducia e alla speranza: nei misteriosi disegni della Provvidenza, anche dal male Dio sa trarre un bene più grande come scrisse Giuliana di Norwich: “Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene…” (Il libro delle rivelazioni, cap. 32, p.173).
Si, cari fratelli e sorelle, le promesse di Dio sono sempre più grandi delle nostre attese. Se consegniamo a Dio, al suo immenso amore, i desideri più puri e profondi del nostro cuore, non saremo mai delusi. “E tutto sarà bene”, “ogni cosa sarà per il bene”: questo il messaggio finale di Giuliana di Norwich ci trasmette e che anch’io vi propongo quest’oggi” (Benedetto XVI,Udienza Generale, 1 dicembre 2010).

La “nuova evangelizzazione” punta a testimoniare che la chiarezza e la bellezza della fede cattolica sono ciò che rendono luminosa la vita dell’uomo anche oggi: “e tutto sarà bene”, “ogni cosa sarà per il bene”. E questo tema sta molto a cuore al Papa che così ne ha parlato in “Luce del mondo”, l’ultimo libro intervista scritto assieme a Peter Seewald : “Ci troviamo di fronte allo scontro tra due mondi spirituali, il mondo della fede e il mondo del secolarismo. La questione è: in cosa il secolarismo ha ragione (perché non può essere tutto falso se ha una presa così grande)? In cosa dunque la fede deve far proprie le forme e le immagini della modernità, e in che cosa deve invece opporre resistenza? Questa grande lotta attraversa oggi il mondo intero. I vescovi del Terzo Mondo mi dicono:Anche da noi c’è il secolarismo; ma qui si mischia a stili di vita ancora molto arcaici’. Spesso ci si chiede veramente come sia possibile che cristiani che personalmente sono credenti non trovino la forza di rendere politicamente più operante la loro fede. Noi dobbiamo soprattutto cercare di fare in modo che gli uomini non perdano di vista Dio, (il suo amore); che riconoscano quale tesoro possiedono; e che essi stessi, a partire dalla propria fede, nello scontro con il secolarismo possano praticare il discernimento spirituale. Questo processo immane è il vero, grande compito dell’ora presente. Possiamo soltanto sperare che la forza interiore della fede  che c’è negli uomini acquisti potenza anche nell’opinione pubblica, formando l’opinione pubblica, e così facendo impedisca alla società di cadere in un pozzo senza fondo”.Giuliana di Norwich è vissuta dal 1342 al 1430 circa, anni tormentati sia per la Chiesa, lacerata dallo scisma seguito al ritorno del Papa da Avignone a Roma, sia per la vita della gente che subiva le conseguenze di una lunga guerra tra il regno di Inghilterra e quello di Francia. Dio che prima di crearci ci ha amati, di un amore che non è mai venuto meno, né mai svanirà anche nel secolarismo, anche negli attuali tempi di tribolazione, non cessa di suscitare figure come Giuliana Norwich, movimenti e nuove comunità carismatiche per richiamare gli uomini alla pace, all’amore, alla gioia.

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