venerdì 12 novembre 2010

Verbum Domini

Benedetto XVI il Papa della Parola di Dio

1.         “LA PAROLA DEL SIGNORE rimane in eterno. E questa è la Parola del Vangelo che vi è stato annunziato” (1 Pt 1,25; Is 40,8). Con questa espressione della Prima Lettera di san Pietro, che riprende le parole del profeta Isaia, siamo posti di fronte al mistero di Dio che comunica se stesso mediante il dono della sua Parola. Questa Parola, che rimane in eterno, è entrata nel tempo. Dio ha pronunciato la sua eterna Parola in modo umano; il suo Verbo “si fece carne” (Gv 1,14). Questa è la buona notizia. Questo è l’annuncio che attraversa i secoli, arrivando fino a noi oggi. La XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, celebratasi in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008, ha avuto come tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. E’ stata una esperienza profonda di incontro con Cristo, Verbo del Padre, che è presente dove due o tre si trovano uniti nel suo nome (Mt 18,20). Con
questa Esortazione apostolica post -sinodale accolgo volentieri la richiesta dei Padri di far conoscere a tutto il Popolo di Dio la ricchezza emersa nell’assise vaticana e le indicazioni espresse dal lavoro comune. In questa prospettiva intendo riprendere quanto elaborato dal Sinodo, tenendo conto dei documenti presentati: i Lineamenta, l’Instrumentum laboris, le Relazioni ante e post disceptationem e i testi degli interventi, sia quelli letti in aula sia quelli in scrptis, le Relazioni dei Circoli Minori e le loro discussioni, il Messaggio finale al Popolo di Dio e soprattutto alcune proposte specifiche (Propositiones), che i Padri hanno ritenuto di particolare rilievo. In tal modo desidero indicare alcune linee fondamentali per una riscoperta, nella vita della Chiesa, della divina Parola, sorgente di costante rinnovamento, auspicando al contempo che essa diventi sempre più il cuore di ogni attività ecclesiale.
2.         Vorrei innanzitutto richiamare alla memoria la bellezza ed il fascino del rinnovato incontro con il Signore Gesù sperimentato nei giorni dell’Assemblea sinodale. Per questo, facendomi eco dei Padri, mi rivolgo a tutti i fedeli con le parole di san Giovanni nella sua prima lettera: “Vi annunciamo la vita eterna, che era preso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e il Figlio suo, Gesù Cristo” (1 Gv 1,2-3). L’Apostolo ci parla di un udire, vedere, toccare e contemplare (1 Gv 1,1) il Verbo della Vita, poiché la Vita stessa si è manifestata in Cristo. E noi, chiamati alla comunione con Dio e tra noi, dobbiamo essere annunciatori di tale dono. In questa prospettiva Kerigmatica, l’Assemblea sinodale è stata una testimonianza alla Chiesa e al mondo di quanto sia bello l’incontro con la Parola di Dio nella comunione ecclesiale. Pertanto, esorto tutti i fedeli a riscoprire l’incontro personale e comunitario con Cristo, Verbo della Vita che si è reso visibile, e a farsi suoi annunciatori perché il dono della vita divina, la comunione, si dilati sempre più in tutto il mondo. Infatti, partecipare alla vita di Dio, Trinità d’Amore, è gioia piena (1 Gv 1,4). Ed è dono e compito imprescindibile della Chiesa comunicare la gioia che viene dall’incontro con la Persona di Cristo, Parola di Dio presente in mezzo a noi. In un mondo che spesso sente Dio come superfluo o estraneo, noi confessiamo come Pietro, che solo Lui ha “parole di vita eterna”( Gv 6,68). Non esiste priorità più grande di questa: riaprire all’uomo di oggi l’accesso a Dio, al Dio che parla e ci comunica il suo amore perché abbiamo vita in abbondanza )Gv 10,10)” (Benedetto XVI, Esortazione Apostolica Post sinodale Verbum Domini, 30 settembre 2010, memoria di San Girolamo).

“Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: ‘Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato’. Ma egli disse: ‘Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio (Dio che ci raggiunge qui e ora con la sua parola) e la osservano!” (Lc 11,27-28). Alla folla che sente il grido di ammirazione di questa donna, colpita dalla sua predicazione, Gesù precisa:Beati coloro che qui e ora Dio raggiunge con la sua Parola e la osservano.
L’Esortazione apostolica post – sinodale Verbum Domini su La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, è la ripresa da parte della Chiesa di questa risposta di Gesù, nella coscienza che essa da venti secoli ha di dare in continuità testimonianza nel mondo e per il mondo di Dio che ci raggiunge in ogni momento con la sua Parola e nei Sacramenti si dona a noi in persona attraverso cose corporali. Al Concilio Vaticano II, la Chiesa esprimeva in questo modo il contenuto essenziale della Rivelazione: “Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé” (Dei Verbum, 2). Quello che è avvenuto in tanti modi e in tante maniere e definitivamente nel Verbo fatto carne come ci è documentato nei Vangeli continua a riaccadere nella tradizione della Chiesa fino a noi con il dono del Risorto cioè il suo Spirito.
L’Esortazione apostolica  Verbum Domini riprende lo stesso messaggio conciliare a quarantacinque anni di distanza: “Dio si fa conoscere a noi come mistero di amore infinito in cui il Padre dall’eternità esprime la sua Parola nello Spirito Santo. Perciò il Verbo, che dal principio è presso Dio ed è Dio, ci rivela Dio stesso nel dialogo di amore tra le persone divine e ci invita a partecipare ad esso”(Verbum Domini, n. 6).

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