giovedì 1 luglio 2010

Libertà della Chiesa

Vi è una garanzia di libertà assicurata da Dio alla Chiesa, libertà sia dai lacci materiali che cercano di impedirne o coartarne la missione, sia dai mali spirituali e morali, che possono intaccarne l’autenticità e la credibilità

“I testi della Liturgia eucaristica dei santi Apostoli Pietro e Paolo, nella loro grande ricchezza, mettono in risalto un tema che si potrebbe riassumere così: Dio è vicino ai suoi fedeli servitori e li libera da ogni male, e libera la Chiesa dalle potenze negative. E’ il tema della libertà della Chiesa, che presenta un aspetto storico e un altro più profondamente spirituale….
Osservando bene si nota, riguardo a questa tematica, una certa progressione. Nella Lettura viene narrato un episodio specifico che mostra l’intervento del Signore per liberare Pietro dalla prigione; nella seconda Paolo, sulla base della sua straordinaria esperienza apostolica, si dice convinto che il Signore, che già lo ha liberato “dalla bocca del leone”, lo libererà “da ogni male”aprendogli le porte del Cielo; nel Vangelo invece non si parla più dei singoli Apostoli, ma della Chiesa nel suo insieme e della sua sicurezza rispetto alle forze del male, intese in senso ampio e profondo. In tal modo vediamo che la promessa di Gesù – “le potenze degli inferi non prevarranno” sulla Chiesa – comprende sì le esperienze storiche di persecuzione subite da Pietro e da Paolo e dagli altri testimoni del Vangelo, ma va oltre, volendo assicurare la protezione soprattutto contro le minacce di ordine spirituale; secondo quanto Paolo stesso scrive nella Lettera agli Efesini: “La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,12).
In effetti, se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che – come aveva preannunciato il Signore Gesù (Mt 10,16 – 33) – non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere proprie persecuzioni. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto. Questa realtà è attestata già dall’epistolario paolino. La Prima Lettera ai Corinzi, ad esempio, risponde proprio ad alcuni problemi di divisioni, di incoerenze, di infedeltà al Vangelo che minacciano seriamente la Chiesa. Ma anche la Seconda Lettera a Timoteo parla dei pericoli degli “ultimi tempi”, identificandoli con atteggiamenti negativi che appartengono al mondo  e che possono contagiare la comunità cristiana: egoismo, vanità, orgoglio, attaccamento al denaro, eccetera (cf 3, 1-5). La conclusione dell’Apostolo è rassicurante: gli uomini che operano il male – scrive “non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti”(3,9). Vi è dunque una garanzia di libertà assicurata da Dio alla Chiesa, libertà sia dai lacci  materiali che cercano di impedirne o coartarne la missione, sia dai mali spirituali e morali, che possono intaccarne l’autenticità e la credibilità. (…).
Un’ultima indicazione vorrei trarre dalla Parola di Dio, in particolare dalla promessa di Cristo che le potenze degli inferi non prevarranno sulla sua Chiesa. Queste parole possono avere anche una significativa valenza ecumenica, dal momento che uno degli effetti tipici dell’azione del Maligno è proprio la divisione all’interno della Comunità ecclesiale. Le divisioni, infatti, sono sintomi della forza del peccato, che continua ad agire nei membri della Chiesa anche dopo la redenzione. Ma la parola di Cristo è chiara: “Non praevalebunt – non prevarranno” (Mt 16,18). L’unità della Chiesa è radicata nella sua unione con Cristo, e la causa è la piena unità dei cristiani – sempre da ricercare e da rinnovare, di generazione in generazione – è pure sostenuta dalla sua preghiera e dalla sua promessa. Nella lotta contro lo spiriti del male, Dio ci ha donato in Gesù l’”Avvocato” difensore, e, dopo la sua Pasqua, “un altro Paraclito” (Gv 14,16), lo Spirito Santo, che rimane con noi per sempre e conduce la Chiesa verso la pienezza della verità (Gv 14,16; 16,13), che è anche la pienezza della carità e dell’unità” (Benedetto XVI, Omelia nelal Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 2010).
Ci sono gruppi che propongono e divulgano sistematicamente  insegnamenti contrari al magistero della Chiesa su questioni di fede e di morale. Approfittano della facilità con cui determinati mezzi di comunicazione sociale prestano la loro attenzione e moltiplicano le apparizioni in pubblico, le manifestazioni, i comunicati collettivi e gli interventi personali che dissentono apertamente dall’insegnamento del papa e dei vescovi in comunione con lui. Allo stesso tempo reclamano per sé la condizione di cristiani e cattolici, mentre non rappresentano che associazioni prettamente civili. La loro ripercussione sui mezzi di comunicazione sociale è tale che le loro opinioni si diffondono ampiamente e seminano dubbi e confusione tra le persone semplici. Questo modo di agire rende manifesta la carenza degli elementi essenziali della fede cristiana, così come li trasmette la tradizione apostolica.
Esiste anche un dissenso silenzioso che promuove e difende disaffezione verso la Chiesa, considerando questo un legittimo atteggiamento critico rispetto alla gerarchia e al suo magistero, giustificando il dissenso all’interno della Chiesa stessa, come se un cristiano non potesse essere adulto senza prendere una certa distanza dagli insegnamenti magisteriali. Dietro questo atteggiamento si cela l’idea che la Chiesa attuale non obbedisca al Vangelo e che occorra lottare “dal di dentro” per arrivare a una Chiesa futura autenticamente evangelica. In realtà non si cerca la vera e continua conversione dei suoi membri, la sua purificazione costante, la penitenza e il rinnovamento, bensì la trasformazione della stessa costituzione della Chiesa, per adattarla alle opinioni e alle prospettive del mondo. Questa posizione trova appoggi in membri di centri accademici e in alcune case editrici e librerie gestite da istituzioni cattoliche. Grande è il disorientamento che tale modo di procedere causa tra i fedeli.
Il Papa ricorda l’influsso del Maligno poiché la redenzione di Cristo ci reintegra nuovamente si d’ora nelle file del Regno di Dio, ma non ci sottrae alla lotta e al possibile influsso di Satana e dei suoi “satelliti”. La nostra lotta non è solo contro la carne e il sangue cioè il male che storicamente viene dal libero arbitrio dell’uomo ma ci ricorda san Paolo anzitutto dal Maligno e dagli angeli ribelli, che operano attraverso le molestie che la carne e il sangue ci infliggono. Ma la parola di Cristo è chiara: “Non praevalebunt – non prevarranno” (Mt 16,18).

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