mercoledì 28 luglio 2010

Demoniaco

Il demoniaco alla luce dell’Apocalisse
L’Apocalisse è un libro meraviglioso sotto tanti aspetti. Dal punto di vista letterario. Il suo simbolismo non è di uno che ha una fantasia sfrenata. E’ un simbolismo pensato, che ha un messaggio particolarmente forte dal punto di vista teologico ma anche pratico, pastorale.
Oltre questo l’Apocalisse ha un senso particolarmente forte di quello che è la situazione storica della Chiesa, di ogni Chiesa, di tutta la famiglia umana, di ciascuno di noi che stiamo andando avanti, stiamo camminando verso lescaton  cioè verso il punto di arrivo della storia della salvezza, in una situazione conflittuale perché viviamo in due grandi schieramenti nell’ottica dell’Apocalisse: lo schieramento di

Cristo e dei suoi, ai quali apparteniamo e lo schieramento antitetico cioè il gruppo terrestre animato, portato avanti da queste forze misteriose che ci coinvolgono giorno per giorno. In parole più semplici: il messaggio dell’Apocalisse è indirizzato a tutti, a tutti i cristiani. Tutti i cristiani, per l’Apocalisse, sono persone che sono state rese Regno di Cristo cioè hanno accettato, accolto l’invito di Cristo alla Redenzione, raggiunte con il dono del Suo Spirito dal suo amore, hanno detto di sì a Cristo e questo li ha già costituiti Regno di Cristo, un Regno che si evolve, in cammino, ma già Regno. Oltre a questo hanno una responsabilità di mediazione sacerdotale  per tutti e per tutto. Ce lo dice apertamente l’Apocalisse fin dall’inizio del suo testo, del suo scritto, del suo messaggio da leggersi in una assemblea liturgica, convocata nel giorno di Domenica. Quando il lettore annuncia questo messaggio all’Assemblea dice chiaramente a Colui che risorto, presente ci ama, che ci sciolga dai nostri peccati nel suo sangue. Fece di noi un Regno, sacerdoti a Dio e al Padre suo, a sua gloria nei secoli. Questa dossologia ci dà una prospettiva che si riferisce a tutta la nostra vita: siamo Regno, che dovrà essere perfezionato. Apparteniamo a questo Regno, siamo sacerdoti a Dio e Padre, abbiamo cioè una responsabilità di mediazione sacerdotale tra il progetto del Padre, il progetto di Cristo nella realtà quotidiana della storia.
Siamo tutti ingaggiati in questa mediazione sacerdotale e proprio perché ingaggiati, dobbiamo vincere con Cristo, stare accanto a Lui, condividere il suo cammino, il suo sforzo, assimilare tutto quello che Cristo ci fa avvicinare, condividere, tutto in modo da essere suoi, collaboratori della sua vittoria.
Ecco il quadro di Cristo: Cristo che si impegna a vincere tutto il male che ci sta nella terra e noi, accanto a Lui, suoi collaboratori, sacerdoti che vuol dire fiducia che Cristo arriverà a vincere il male, a collocare la sua realtà nei vuoti paurosi che oggi si formano nella storia e arriverà con le nostre gambe, attraverso di noi e ci arriverà attraverso la nostra collaborazione alla sua vittoria.
In questo quadro generale riferito a tutta la vita cristiana, nell’Apocalisse emerge proprio un luogo, una posizione tutta particolare, una parte che possiamo chiamare il regno di Satana che si oppone a Cristo e l’altro schieramento di chi porta a Cristo. Questi due schieramenti dividono l’umanità. Non è possibile essere neutri, non scegliere: o da una parte o dall’altra. E quando siamo dalla parte di Cristo collaboriamo in maniera piena con Lui. E nello stesso tempo questo impegno a collaborare pienamente con Lui, dobbiamo capire, vedere, saperlo interpretare, vincere insieme a Lui. Lottare in maniera aderente, precisa, focalizzato nella sua vittoria

Satana nell’Apocalisse.
A questo punto si pone il tema: Satana nell’Apocalisse. E’ l’unico libero del Nuovo Testamento con una sua concezione tutta particolare su Satana, sul Diavolo, sul Serpente antico, come lui lo chiama,  sul Drago. Sono queste le quattro denominazioni che troviamo nell’Apocalisse: Satana, Diavolo, Serpente antico o semplicemente Serpente, Drago. C’è poi l’insistente allargamento di questi elementi  negativi nei collaboratori del demoniaco. C’è una inquadratura, la più chiara possibile. Una inquadratura più chiara, completa, precisa del pensiero dell’Apocalisse la troviamo nel documento della Pontificia Commissione Biblica del 2008, intitolato Bibbia e Morale. A pagina 100 si parla proprio dei cristiani resi sacerdoti e come tali vincitori insieme a Cristo: “L’impegno attivo di mediazione dei cristiani si attua nella concretezza della storia dove si svolge il confronto dialettico tra il bene e il male, messo in atto dall’influsso del demoniaco”. E’ questa una terminologia introdotta per esprimere meglio il pensiero dell’Apocalisse e cioè l’Apocalisse non presenta Satana, il Diavolo, il Serpente antico, il Drago fermandosi su uno o l’altro di questi termini. Approfondisce. Dice nella sua riflessione: da una parte evita certe presentazioni mitologiche che qualche volta affiorano negli scritti del Nuovo Testamento. La fantasia dell’autore dell’Apocalisse non è mitizzante, anzi demitizza addirittura molte concezioni correnti. Fa di queste entità cioè la figura del Drago, del Serpente antico, di Satana, del Diavolo, una concezione unitaria che non vuol esprimere un termini filosofici, speculativi ma la percepisce attiva nella storia, a monte delle altre concezioni, quasi una cupola: il demoniaco facendolo da aggettivo un sostantivo, facendolo una espressione più adeguata, un concetto, una entità individuale, “un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore” come ricorderà Paolo VI il 15 – XI – 1972. E’ il modo per esprimere il concetto fondamentale. E’ il modo più adeguato per esprimere questo concetto nell’Apocalisse.

Le cose più importanti sul Diavolo, su Satana, sul Serpente antico, sul Drago cioè sulla demoniacità
Questa cupola del demoniaco, questa demoniacità si esprime anzitutto con il termine Diavolo. Ma cosa indica? Questo misterioso agente, questa terribile realtà porta avanti la parte negativa della storia della salvezza. Questo agente pervertito e pervertitore, realtà misteriosa e paurosa, il Diavolo, è il nemico che divide. Nemico di Dio e degli uomini per rendere liberi gli uomini da Dio. Quando nell’Apocalisse si parla della Sinagoga del Diavolo si intende una riunione di tutto il Popolo di Dio, accanto a Dio, che si stacca da Dio, personalmente e comunitariamente, dandosi ad altri elementi terrestri. Non più assemblea di Dio, ma antidio. La denominazione di Satana è presa dall’Antico Testamento. E ci sono contesti in cui non appare la negatività del Diavolo. Per esempio nel Libro di Giobbe, quando ci si riunisce davanti a Dio ed egli gli sfugge tranquillamente in rapporto a Satana una accusa non opposta a Dio ma all’uomo, con tutta la malizia, con tutta la cattiveria possibile, con tutti gli elementi che possono nuocere all’uomo. Più che nemico di Dio è visto come il nemico dell’uomo, svolge mentalmente tutta la sua cattiveria, impegna tutta la sua intelligenza angelica, tutta la sua creatività malvagia per danneggiare, allontanare l’uomo, ogni uomo sempre più da Dio.
Nelle varie volte, e sono diverse, che troviamo nell’Apocalisse Satana , la forza particolare di questo termine sottolinea un impegno particolarmente attivo, forte, escogitato per separare l’uomo da Dio, per rovinarlo.
C’è u’altra sfumatura del demoniaco che si concretizza nel Serpente antico, cioè delle origini, del libro della Genesi. E’ contro l’uomo attivando tutti gli inganni possibili. Nella Genesi è presentato come il più astuto di tutti gli animali, il serpente, trova tutti gli espedienti per ingannare l’uomo: è l’ingannatore. Il Serpente antico, delle origini, è la figura frequente nell’Apocalisse.
Ma diventa soprattutto  dominante il concetto di Drago. Cosa significa? Entra nel demoniaco attraverso il linguaggio simbolico. IL simbolo nell’Apocalisse corrisponde a quello che un grande pittore, simbolico al cento per cento cioè Picasso, diceva: usare tante bugie, tante menzogne per dire una verità più profonda. Si tratta di bugie, menzogne per cui immediatamente, il primo approccio appare sconcertante: la faccia di una donna spiazza. Sembrano bugie in un primo approccio ma decodificate, interpretate danno un messaggio più profondo che comprendiamo, ci sorprende nella sua bellezza. Analogamente nell’Apocalisse il simbolismo dato dall’autore comprende abbondanza, in termini simbolici, bugie, menzogne che ci introducono a una verità maggiore. Per quanto riguarda il Drago, centrale è il capitolo 12: un segno che appare in cielo cioè nella  zona di Dio, un messaggio al discepolo di Dio che deve essere interpretato: “Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto”(Ap. 12, 1-2). Con tutta probabilità indica la Chiesa che ha imparato da Maria. Questa testa si riferisce sia alla Chiesa e sia a Maria. Accanto a questo grande messaggio che Dio ci manda dal cielo, da decodificare c’è un altro segno da decodificare: “Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme Drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra” (Ap 12, 3-4). La bestia non è mitologia ma simbolo, è una bugia per dirci una verità profonda. In questo Drago c’è un simbolismo a struttura particolare, discontinua, che richiede una decodificazione di tutti gli elementi. E’ rosso fuoco e con questo si indica le radici abissali del demoniaco che si colloca nel profondo del mare dove si trova la sede del demoniaco. Questo Drago, questo mostro rosso viene dal demoniaco. Questo Drago ha sette teste. E’ una bugia perché una bestia da sette teste non esiste. Occorre decodificare: ha un significato profondo. La testa ha una vitalità. Sette teste significa una vitalità piena, totale, concreta, una vitalità capace di entrare nella storia degli uomini. Poi aggiunge dieci corna. Il corno indica una capacità aggressiva. Dieci a differenza di sette indica una forza totale, sconvolgente, drammatica ma che dura poco, limitata. Ecco come si configura il demoniaco nell’Apocalisse. Una forza abissale, terribile,  una vitalità paurosa, il massimo di vitalità negativa. Però è come la statua di Nabucodonosor, portentosa ma con il piede d’argilla. Il dieci dell’Apocalisse indica una potenza limitata.
Il Drago cosa fa? Si mette davanti alla donna che deve partorire il suo bambino, per divorare il bambino appena partorito. Il bambino che la donna dà alla luce è riferito alla Chiesa. Il bambino che deve nascere e che di fatto nasce è quel Gesù che la Chiesa nella sua storia feconda fa nascere: i figli nel Figlio. Sono tutte, poi, quelle azioni di bene che la Chiesa, ciascuno nella Chiesa come sacerdoti di Dio e di Cristo, quel bene di Cristo che in mezzo a quel mare di male, di non desiderio di Dio e di non più disponibilità all’amore, di negativo, fa. Il Drago vuole annullare questa azione della Chiesa e allora si mette in una posizione di minaccia in modo da poter divorare la vitalità che possiede. Il bambino nasce ma non viene distrutto perché sottratto e portato davanti al trono di Dio, nella trascendenza del risorto, quindi. Questo vuol dire per noi che quello che di bene la Chiesa fa non va male, non va mai perduto. Quello che la Chiesa fa, nonostante le apparenze, non scompare. E questo perché, misteriosamente ma realmente, va al trono di Dio.
La Chiesa mai si deve spaventare di tutta la potenza del male organizzato, che si trova nella sua storia, anche se fa un’impressione da brivido. Non si deve spaventare perché questo male con tutta la sua vitalità negativa (sette teste) è da dieci giorni cioè senza durata, limitato ed è sempre sotto il controllo di Dio.
Il Drago cosa fa? Oltre a voler distruggere quello che la Donna, la Chiesa immette nella storia, cosa fa? Prende per la coda un terzo delle stelle e le scaglia sulla terra. Può sembrare questo una fantasia. E non è pura fantasia. Sfogliando la Bibbia, e l’autore dell’Apocalisse la conosce bene, le stelle appartengono al cielo, sono inchiodate nella zona di Dio. Le stelle, quindi, appartengono a Dio. Nella mentalità dell’Antico Testamento sono di Dio, non della terra. Prendere le stelle e buttarle sulla terra vorrebbe dire sconvolgere completamente la creazione. Questo Drago, questo angelo decaduto, che è intelligente, non osa nemmeno provare. Compie quello che gli sembra a portata di mano: prende un terzo, una parte che come tali sono di Dio e tenta di spostarle dal luogo di Dio, dal cielo a quello della terra, tentando così di fare una anticreazione. E questo è un tentativo particolarmente importante del demoniaco nella forma di Drago. C’è da parte del demoniaco una ambizione folle cioè quello di fare un mondo diverso da quello di Dio, un mondo antitetico al mondo che Dio crea continuamente. Un mondo diverso e lo vuole portare avanti. Questo è il sistema del demoniaco, del terrestre. La prospettiva dell’antiregno si chiarisce. C’è il sistema di Cristo con tutto quello che c’è di positivo nella linea di Dio, di Cristo, della Chiesa. C’è poi, in opposizione al sistema di Cristo, e l’alternativa è totale, radicale, il sistema anticreazione attivato dal demoniaco nella prospettiva del Dragone.

Alcune precisazioni
1)              Il demoniaco, con queste quattro denominazioni del Diavolo, di Satana, del Serpente antico e soprattutto del Drago agisce ed entra nella storia. Come agisce ed entra nella storia secondo la prospettiva dell’Apocalisse? Entra ed agisce nella storia non direttamente, poiché egli è l’ingannatore. Questo il testo: Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli” (12, 7 – 9). Il demonio non ha più spazio nel cielo cioè nel divino. C’è il fatto fondamentale ed è che Cristo ha dato per amore la sua vita, è morto e risorto e con questo mistero pasquale ha sconfitto tutta la potenza del demoniaco in tutte le sue forme. Non c’è più posto nella zona della trascendenza. Non c’è più, quello che si dice in Giobbe, Satana che va a parlare con Dio contro l’uomo. Un atteggiamento di accusa del demoniaco contro l’uomo come se fosse un avvocato accusatore. Questo no! Il demonio non ha più luogo nella trascendenza, in cielo. Dalla trascendenza è stato scaraventato sulla terra. E’ nella storia, agisce nella storia: guardate i fatti della storia. Fu allora gettato sulla terra quello che è il Drago, il Serpente delle origini, colui che fu chiamato Diavolo e Satana. Qual è la sua caratteristica a contatto con la storia? Colui che sta ingannando tutta la terra, tutto il mondo , tutto il mondo abitato. Non agisce direttamente da protagonista, in primo piano. Tenta. Entra nelle situazioni umane, nelle strutture umane e le adopera nel suo folle disegno di anticreazione. Ci dà degli esempi concreti: la prima e la seconda bestia. Entra nello Stato romano che si fa adorare come prima bestia. Come seconda bestia è la propaganda che dà vita a questa follia di anticreazione.
2)              Un’altra categoria sono i re della terra: chi sono? Sono i centri di potere che hanno la capacità di influsso sociale molto forte e determinano le scelte negative, anticreazioniste del demoniaco. Il demoniaco presenta tutta questa sua attività, tutta la sua forza e questi poteri particolari veramente eccezionali: non c’è nessun autore del Nuovo Testamento che si possa paragonare a questa elaborazione anti – teologico – biblica che troviamo nell’Apocalisse.
Il cristiano si chiede: di fronte a questa forza paurosa cosa possiamo fare noi? Cosa ci dice l’Apocalisse? L’Apocalisse ci dice:
1)          Guarda al futuro, alla conclusione della storia della salvezza. Tutto quello che è negativo scomparirà. Prima scompaiono i re della terra, poi le due bestie, quindi Satana. Sono precipitati in una specie di stagno, di zolfo, di fuoco cioè di tormento. Lo zolfo toglie il respiro. Tutti questi protagonisti del male saranno senza respiro, incapaci di agire. Sono disattivati, non distrutti. Il male non ci sarà più e non saranno più capaci di farlo. Il risultato di tutta la loro azione anticreazione è Babilonia: quanto c’è di Babilonia nella nostra storia!
2)          L’anticreazione non è una ideologia, è un fatto. Questa Babilonia ad un certo punto imploderà. Questa Babilonia costruita non secondo le linee che Dio dà nella creazione continua: quando Dio dà una legge all’uomo, la dà per amore. Se io la rispetto, la natura funziona; se non la rispetto come grammatica del mio agire, non funziona. Babilonia brucia non perché Dio la incendia, non per castigo esterno di Dio, ma dal di dentro, per autocombustione, perché non si rispetta quella grammatica della creazione a vantaggio dell’uomo. Basarsi su elementi che Dio non vuole non è venire castigati da Lui, ma la creazione non funziona. Quello che Dio ha stabilito è tutto a vantaggio dell’uomo. Andando contro a quello che Dio ha stabilito l’uomo ci rimette, si autodistrugge, ci rimette.
3)          Il cristiano di fronte a tutta la forza del demoniaco cosa fa? Il cristiano vince in forza del sangue dell’agnello. E’ un richiamo all’icona di Cristo vittorioso tipica dell’Apocalisse. Cristo come agnello ucciso e ritto in piedi, morto e risorto nello stesso tempo, nella presenza liturgica ci comunica la sua morte e la sua risurrezione. Ha sette corna, non dieci. Ha tutta la forza messianica per sconfiggere il male. Il male non vincerà. Poi ha sette occhi cioè i sette doni dello Spirito. E’ la forza invincibile dello Spirito. Il cristiano è tuffato nel sangue dell’agnello cioè nella vita donata, nel proprio essere dono dato. Nella vita che Cristo eucaristicamente dona intinge continuamente se stesso, tutto se stesso per una vita donata. Ha tutta la forza per vincere pienamente e ha lo Spirito, un sacerdozio, una mediazione per essere vincitore insieme a Cristo. Il Vangelo esprime questa verità: abbiate coraggio, ho vinto Satana, ho vinto tutto. Con me vincerai.”Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).
(Sono appunti presi dalla lezione di P. Ugo Vanni S.J., Prof. Istituto Biblico, Università Gregoriana – Consultore Congregazione Dottrina della Fede, tenuta in apertura del Convegno Internazionale degli Esorcisti a Collevalenza dal 19 al 23 luglio 2010).

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