mercoledì 28 aprile 2010

Amore di Dio e amore a Dio di San Leonardo Murialdo‏

Amore di Dio e amore a Dio di San Leonardo Murialdo: fu questa la forza del suo cammino di santità, la legge del suo sacerdozio, il significato più profondo del suo apostolato tra i giovani poveri e la fonte della sua preghiera

Mi piace sottolineare che il nucleo centrale della spiritualità del Murialdo è la convinzione dell’amore misericordioso di Dio: un Padre sempre buono, paziente e generoso, che rivela la  grandezza e l’immensità della sua misericordia con il perdono. Questa realtà san Leonardo la sperimentò a livello non intellettuale, ma esistenziale, mediante l’incontro vivo con il Signore. Egli si considerò sempre un uomo graziato da Dio misericordioso: per questo visse il senso gioioso della gratitudine al Signore, la serena consapevolezza del proprio limite, il desiderio ardente di penitenza, l’impegno costante e generoso di conversione. Egli vedeva tutta la sua esistenza non solo illuminata, guidata, sorretta da questo amore, ma continuamente immersa nell’infinita misericordia di Dio.
Scrisse nel suo Testamento Spirituale: “La tua misericordia mi circonda, o Signore…Come Dio è sempre ed ovunque, così è sempre  dovunque amore, è sempre ed ovunque misericordia”. Ricordando il momento di crisi avuto in giovinezza, annotava: “Ecco che il buon Dio voleva far risplendere ancora la sua bontà e generosità in modo del tutto singolare. Non soltanto egli  mi ammise di nuovo alla sua amicizia, ma mi chiamò ad una scelta di predilezione: mi chiamò al sacerdozio, e questo solo pochi mesi dopo il mio ritorno a lui”. San Leonardo visse perciò la vocazione sacerdotale come dono gratuito della misericordia di Dio con senso di riconoscenza, gioia e amore. Scrisse ancora: “Dio ha scelto me! Egli mi ha chiamato, mi ha perfino forzato all’onore, alla gloria, alla felicità ineffabile di essere suo ministro, di essere “un altro Cristo”…E dove stavo io quando mi hai cercato, mio Dio? Nel fondo dell’abisso! Io ero là, e là Dio venne a cercarmi: là egli mi fece intendere la sua voce…”.
Sottolineando la grandezza della missione del sacerdote che deve “continuare l’opera della redenzione, la grande opera di Gesù Cristo, l’opera del Salvatore del mondo”, cioè quella di “salvare anime”, san Leonardo ricordava spesso a se stesso e ai confratelli la responsabilità di una vita coerente con il sacramento ricevuto. Amore di Dio e amore a Dio: fu questa la forza del suo cammino di santità, la legge del suo sacerdozio, il significato profondo del suo apostolato tra i giovani poveri. In questo modo egli ha unito il silenzio contemplativo con lì’ardore instancabile dell’azione, la fedeltà ai doveri di ogni giorno con la genialità delle iniziative, la forza nelle difficoltà con la serenità dello spirito. Questa è la sua strada di santità per vivere il comandamento dell’amore, verso Dio e verso il prossimo”(Benedetto XVI, Udienza Generale, 28 aprile 2010).

Ci stiamo avviando verso la conclusione dell’Anno Sacerdotale e, Benedetto XVI nella catechesi del mercoledì, accanto al richiamo dottrinale sul ministero punta a riferirsi a santi sacerdoti, come San Leonardo Murialdo, esemplare nella sua dedizione a Dio e nella testimonianza della carità, vissuta nella Chiesa, verso i fratelli più bisognosi.
Durante l’adolescenza, nonostante educatori preparati nella fanciullezza, in un clima di religiosità fondato su una seria catechesi, con pratiche di pietà regolari, esperimentò una profonda crisi esistenziale e spirituale. Il “ritorno alla luce” avvenne – come egli racconta – con la grazia di una confessione generale, nella quale accadde l’avvenimento del riscoprire l’immensa misericordia di Dio, da cui la vocazione al sacerdozio, come risposta d’amore a Dio che lo aveva afferrato con il suo amore. Come catechista dell’Oratorio dell’Angelo Custode, fu conosciuto e apprezzato da don Bosco, il quale  lo convinse ad accettare la direzione del Nuovo Oratorio di San Luigi a Porta Nuova che tenne fino al 1865. Lì venne a contatto anche con i gravi problemi dei ceti più poveri, ne visitò le case, maturando una profonda sensibilità sociale, educativa ed apostolica fondata sulla convinzione di fede che mai nessun io può essere definito dal male che compie: può rendersene conto fino al momento terminale della vita, convertirsi, lasciarsi riconciliare e ricominciare. Perder al fiducia anche in una sola persona, anche in solo giovane, è la cosa più grave.

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