domenica 4 ottobre 2009

Vita, libertà, felicità

Vita, libertà, ricerca della felicità nella prospettiva di bene comune dell’intera famiglia umana

“Il coltivare i valori di “vita, libertà e ricerca della felicità” non può più essere considerato in termini soprattutto individualistici o nazionali, ma deve piuttosto essere visto nella prospettiva del bene comune dell’intera famiglia umana. La persistente crisi economica internazionale richiede chiaramente una revisione delle attuali strutture finanziarie, economiche e politiche alla luce dell’imperativo etico di assicurare lo sviluppo integrale di tutti. In effetti, è necessario un modello di globalizzazione ispirato da un umanesimo autentico, in cui i popoli del mondo non siano visti solo come dei vicini, ma come dei fratelli e delle sorelle.

Il multiculturalismo, da parte sua, non dovrebbe essere circoscritto a questioni puramente economiche e politiche, ma dovrebbe esprimersi nella decisione di affrontare l’intera gamma di questioni legate al futuro dell’umanità e alla promozione della dignità di ogni essere umano, inclusi l’accesso sicuro al cibo e all’acqua, l’assistenza sanitaria di base, eque politiche di commercio e di immigrazione, in particolare laddove sono interessate le famiglie, il controllo del clima e la cura dell’ambiente, l’eliminazione delle armi nucleari. (…)Come insiste la dottrina sociale della Chiesa, il progresso autentico deve essere integrale e umano. Non può prescindere dalla verità su ogni essere umano e deve essere rivolto al loro bene comune: In una parola, la fedeltà all’uomo, ad ogni uomo richiede la fedeltà alla verità che sola è garanzia di libertà e di sviluppo reale. Da parte sua la Chiesa negli Stati Uniti (come in tutto il mondo) desidera contribuire al dibattito sulle importanti questioni etiche e sociali che forgeranno l’America del futuro, proponendo argomenti rispettosi e ragionevoli basati sulla legge naturale e confermati dalla prospettiva della fede. La visione e l’immaginazione religiose non limitano, ma arricchiscono il dibattito politico ed etico, e le religioni, proprio perché si occupano del destino ultimo di ogni uomo e di ogni donna, sono chiamate ad essere una forza profetica per la liberazione e per lo sviluppo umano nel mondo, in particolare in zone lacerate da ostilità e conflitti. (…)La libertà…”non è solo un dono, ma anche un appello alla responsabilità personale” “Si tratta di una sfida posta a ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene” (Discorso alla Casa Bianca, 16 aprile 2008).

Il mantenimento della liberà è legato indissolubilmente al rispetto per la verità, alla ricerca di una prosperità umana autentica. La crisi delle nostre moderne democrazie richiede un impegno rinnovato per un dialogo ragionevole, nel discernimento di politiche giuste e sagge, rispettose della dignità e della natura di ogni essere umano. La Chiesa …contribuisce a questo discernimento in particolare attraverso la formazione delle coscienze e il suo apostolato educativo, per mezzo del quale rende un contributo significativo e positivo alla vita civile e al dibattito pubblico. Penso soprattutto alla necessità di un chiaro discernimento sulle questioni che toccano la tutela della dignità umana e il rispetto dell’inalienabile diritto alla vita (di ogni essere umano), dal momento del concepimento alla morte naturale, e la protezione del diritto di obiezione di coscienza da parte dei sanitari e, di fatto, di tutti i cittadini.

La Chiesa insiste sul vincolo indissolubile fra un’etica della vita e ogni altro aspetto dell’etica sociale perché convinta che, secondo le parole profetiche del compianto Giovanni Paolo II, non ha solide basi “una società che, mentre afferma valori quali la dignità di ogni persona, la giustizia e la pace, si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata”(Evangelium vitae, n. 93; Caritas in veritate, n. 15) (BenedettoXVI, Discorso all’Ambasciatore degli Usa, 02 -10 -2009).

E’ un discorso all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede di un respiro globale, lieto di una democrazia vibrante impegnata nel servizio del bene comune cioè di ogni essere umano concreto cioè di ogni persona e modellata da un’idea di uguaglianza e di pari opportunità basata sulla dignità donata da Dio e sulla libertà di ogni essere umano. E’ una visione questa consacrata nei documenti costitutivi della nazione americana e che continua ad ispirare una società coesa seppur pluralistica e sempre arricchita dai doni portati da nuove generazioni, inclusi i numerosi immigrati che continuano a far progredire e a ringiovanire la società americana. In questi mesi, la riaffermazione di questa dialettica di tradizione e di originalità, unità nella diversità, ha catturato nuovamente l’immaginazione del mondo, in cui molti guardano all’esperienza americana e alla sua visione fondante nella ricerca di modelli possibili di democrazia affidabile e di solido sviluppo, in una società globale sempre più interdipendente.

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