lunedì 5 ottobre 2009

Africa

L’Africa rappresenta un immenso “polmone” spirituale, per un’umanità che appare in crisi di fede e di speranza

“Con la sua opera di evangelizzazione e promozione umana, la Chiesa può certamente dare in Africa un grande contributo a tutta la società, che purtroppo conosce in vari Paesi povertà, ingiustizie, violenze e guerre. La vocazione della Chiesa, comunità di persone riconciliate con Dio e tra di loro, è quella di essere profezia e fermento di riconciliazione tra i vari gruppi etnici, linguistici ed anche religiosi, all’interno delle singole nazioni e in tutto il continente. La riconciliazione, dono di Dio che gli uomini devono implorare ed accogliere, è fondamento stabile su cui costruire la pace, condizione indispensabile per l’autentico progresso degli uomini e della società, secondo il progetto di giustizia voluto da Dio. Aperta alla grazia redentrice del Signore risorto, l’Africa sarà così illuminata sempre più dalla sua luce e, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, diventerà una benedizione per la Chiesa universale, apportando un contributo proprio e qualificato all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno…

Ma anche questo “polmone”può ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia già diffusa nel mondo occidentale, cioè il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista.

Senza entrare nel merito della genesi di tali mali dello spirito, rimane tuttavia indiscutibile che il cosiddetto “primo” mondo talora ha esportato e sta esportando tossici rifiuti spirituali, che contagiano le popolazioni di altri continenti, tra cui in particolare quelle africane. In questo senso il colonialismo, finito sul piano politico, non è mai del tutto terminato.

Ma, proprio in questa prospettiva, va segnalato un secondo “virus” che potrebbe colpire anche l’Africa, cioè il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici. Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioè insegnando e praticando non l’amore e il rispetto della libertà, ma l’intolleranza e la violenza…

Rimane naturalmente valido ed attuale il compito primario dell’evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale.

Altrettanto si deve dire della scelta pastorale di edificare la Chiesa come famiglia di Dio. In tale grande scia si pone la seconda Assemblea, che ha per tema: “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. ‘Voi siete il sale della terra…voi siete la luce del mondo ‘” (Mt 5,13.14) (Benedetto XVI,Omelia per l’Apertura della II Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, 04-10-2009).

Negli ultimi anni la Chiesa Cattolica in Africa ha conosciuto un grande dinamismo e l’Assise sinodale è l’occasione per ringraziare il Signore. E poiché la crescita della Comunità ecclesiale in tutti i campi comporta anche sfide ad intra e ad extra, il Sinodo è momento propizio per ripensare l’attività pastorale e rinnovare lo slancio di evangelizzazione Per diventare luce del mondo e sale della terra occorre puntare sempre più alla “misura alta” della vita cristiana, cioè alla santità. As essere santi sono chiamati i Pastori e tutti membri della comunità ecclesiale; i fedeli laici sono chiamati a diffondere il profumo della santità nella famiglia fondata sull’indissolubile matrimonio tra uomo e donna, icona dell’Amore trinitario e sacramento dell’unione di Cristo con la Chiesa, nei luoghi del lavoro, nella scuola e in ogni altro ambito sociale e politico. “Possa - la preghiera del Papa – la Chiesa in Africa essere sempre la famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza tra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale”.

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